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Osservare i giovani che nella Valle del Mella si buttano a capofitto in uno dei difficili mestieri caratteristici della zona riempie la mente di pensieri piacevoli perché si nota una continuità e un’assicurazione per il futuro

di Emanuele Tabasso

Nello scorso mese di settembre l’amico Marco Benecchi ci segnala una bella figura di incisore venuta su alla scuola gardonese: il giovane poco più che trentenne Andrea Tanghetti non è più solo un promettente allievo, ma si rivela un artista affermato e con certe belle e raffinate prerogative che ne elevano la personalità, distinguendola dalle diverse eccellenti realtà del territorio. In tempi di laser e altre soluzioni che concorrono a mitigare le quotazioni di opere tese a ravvivare parti dei fucili o di altri oggetti, fa un certo effetto considerare come un ragazzo si sia scelto la via più difficile per esprimere la propria passione affinando e verificando, giorno dopo giorno, le proprie capacità manovrando con determinazione il bulino piuttosto che la punta e il martelletto.

Andrea nasce a Brescia nel 1991 e fin da ragazzo è attratto dalle lavorazioni sul metallo; consegue la maturità al Liceo Artistico di Sarezzo disponendosi subito a lavorare come attrezzista in aziende del comparto gardonese finalizzando il lavoro agli utili necessari a proseguire l’attività che ha già in mente e insieme a frequentare le persone che possono insegnargli l’arte incisoria. Diverse le firme di valore, non sempre tutte dedite a trasferire a un giovane apprendista le proprie conoscenze, ma a onor del vero non sono pochi i personaggi che apprezzano i nuovi talenti a cui consegnare idealmente le basi della propria arte. Nel 2018 Andrea incontra Gianfranco Ferrante, un affermato Maestro cresciuto nell’elitario cenacolo della Beretta: i due spiriti si trovano e la buona sorte vuole che Ferrante sia persona molto disponibile a insegnare il mestiere a chi si dimostra degno di tale favore come appare da subito il giovane discepolo che passa in breve sotto la tutela operativa dell’affermato incisore. Dopo poco tempo si arriva a lavori effettuati alla morsa girevole alternandosi nel processo operativo così da verificare la maturazione dell’apprendista sotto la guida dell’insegnante. Sono davvero tante le ore che il promettente incisore trascorre nella bottega di Ferrante, sovente rinunciando a quei passatempi caratteristici dell’età, limitandoli al minimo per rimanere in osservazione dell’opera del Maestro captando certe scelte e certi modi di procedere, insomma delle lezioni impartite raramente con le parole, ben di più con l’esempio. In pochi anni il discepolo ha raggiunto livelli di notevole bravura lavorando con i due sistemi di base come la punta e il martelletto oppure con il bulino cui si è presto affiancata anche l’impegnativa e difficile esecuzione del rimesso in oro sul chiaro scuro.

La padronanza dell’arte ha raggiunto oramai quei livelli da cui si accede a lavori impegnativi per una clientela conoscitrice e giustamente esigente così che Andrea spazia con apprezzabile disinvoltura operativa sui diversi metodi di lavoro e su fondi ad ampio spettro. Da appassionati di armi vediamo in prima battuta la nobilitazione di fucili fini, fucili quindi che sono stati realizzati con procedure e metodi che attengono ancora all’arte dell’archibugeria; appresso fucili ottenuti con le moderne tecnologie, ma che ancora conservano linee e alcune scelte tecniche in grado di mantenerli a un livello di garbo e di eleganza meritevole dell’opera di un valido incisore che li elevi esteticamente. Poi a fianco dei fucili si pongono quasi d’obbligo le lame e anche qui pregevoli coltelli scelti fra quanti prodotti da conosciuti artigiani del settore vengono nobilitati da una adeguata incisione. Abbiamo evidenziato due degli ambiti classici dove scegliere il regalo per un Uomo e caliamo con facile entusiasmo al terzo: l’orologio, da polso o da tasca, rappresenta un altro elemento qualificante della personalità. Sgombriamo il campo da facili e inopportune illazioni elettroniche: un orologio che sia tale deve, per forza, fare tic tac e indicare l’ora tramite le due lancette! Ecco che non possiamo tacere un classico, diremmo “il classico” per antonomasia: il modello Reverso della Jaeger Le Coultre, e che tutti gli altri esimi fabbricanti dei grandi atélier svizzeri non ce ne vogliano. Quell’orologio, nato in primis per gli atleti del Polo, è tutt’oggi la quintessenza dello spirito sportivo, elegante, classico, addirittura maschile e femminile con le due diverse dimensioni. Resta secondaria la realizzazione in oro o in acciaio: il Reverso è e rimane il Reverso.

Ci sono poi ancora tante altre piccole palestre su cui esibire l’arte incisoria e ci vengono a mente le fiaschette metalliche argentate da cui assaporare un sorso di whisky, di cognac, di grappa o, per mantenersi a minor gradazione alcolica, un passito di Pantelleria. Quando si è alla posta, in un momento di relativa quiete nei voli dei fagiani e delle starne, oppure all’oiejo sulle rosse in Spagna o, divinamente alle grouses nei moors scozzesi, piuttosto che in un’altana all’aspetto del cervo, aprire il fucile e poi estrarre dalla tasca interna della cacciatora uno di questi affascinanti recipienti è un gesto rituale che viene posto in sublime raffinatezza passando l’occhio sull’incisione eseguita da un Maestro secondo il nostro personale desiderio. Le dita poi seguiranno l’immagine apprezzando la levigatezza dell’opera da cui non sporge la benché minima entità del metallo.

Ci siamo lasciati un po’ andare con i ricordi e con la mente: d’altro canto l’opera di un valente incisore è lo spartito da cui i nostri pensieri prendono forma e levità.

Un grazie a Marco Benecchi per la gentile segnalazione e l’invio delle immagini

Dida

001 – Gianfranco Ferrante e Andrea Tanghetti: il Maestro e il promettente, diremmo affermato discepolo

002 – Testa di bufalo cafro interpretata da Tanghetti con una miscellanea di stili incisori giustamente evidenziati dalle ampie zone bianche

003 – Analoga situazione per questo elefante a cui va riconosciuta una notevole potenza espressiva

004 – Andrea alla morsa girevole armato di punta e martelletto: all’attenzione massima si aggiunge lo stare in piedi per molte ore, fatica reiterata per ogni giornata di lavoro

005 – L’orologio non è quel Reverso di cui si fa menzione nel brano, ma la testa di tigre correttamente eseguita fa il suo bell’effetto anche su questo pezzo

006 – Decisamente inusuale, personale e apprezzabile il lavoro su un altro pezzo classico come lo Zippo, accendino che racchiude in sé un bel pezzo di storia e quindi merita la nobilitazione dell’incisore

007 – La bottiglietta aperta con questo cavatappi non vedrà mutare il gusto del contenuto, ma l’operazione darà un piacere inconsueto e gratificante

008 – Altro pezzo classico per lavorare di incisione: la fibbia di una cintura decisamente raffinata dopo l’opera di Andrea

009 – Impressionante il leopardo che ci osserva dal quadrante dell’orologio: anche la tonalità cromatica intensifica il pathos

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