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Altro che „За здоровье”- che vuole dire “alla salute“! Sentendo lo scatto feroce dell’asta d’armamento di questo AK l’unico istinto è di arrendersi!

di Fabrizio Bucciarelli

Armi softair, è di nuovo la ormai conosciutissima Jing Gong (o Golden Bow che dir si voglia) a segnare un punto nell’eterna partita fra produttori cinesi e prestigiose case produttrici taiwanesi e giapponesi. Questa bellissima replica in Full Metal e vero legno, dotata dell’effetto Blow-Back elettrico (EBB), non ha nulla da invidiare ai modelli simili prodotti da ditte più conosciute e soprattutto… più care.

Gelosia Russian Style

L’AK-74 fu sviluppato negli anni ‘70 per adattarsi a un nuovo tipo di munizione, la cui necessità in parte risultava dalle esperienze positive fatte dalle forze armate americane con il M16 e il munizionamento 5,56×45 Nato nella guerra del Vietnam.
Mentre a Lidia Bulawskaja fu dato il compito di sviluppare il nuovo tipo di cartuccia, a Michail Kalaschnikow fu affidata la produzione del corrispondente fucile d’assalto. Anche se i lavori furono completati già nel 1970,  solo nel 1974 l’AK-74 fu introdotto come fucile d’assalto d’ordinanza essendo, in buona sostanza, un AK 47 modificato per utilizzare il nuovo munizionamento. Il ritardo fu dovuto al parallelo sviluppo  dell’AL-7 che però, pur essendo superiore al AK-74, venne scartato per via del conservatorismo dei militari russi.
L’AK-74 fu prodotto nelle varianti AK-74, AKS-74, che vantava di un calcio pieghevole, AK-74U, una versione più corta, e AK-74M, più moderno.

Russia a portata di mano

Sembra quasi di sentire l’odore della steppa russa guardando questa replica, davvero unica tra le armi softair: aspetto robusto ed essenzialità dei particolari a garanzia di un buon funzionamento in ogni condizione. Il desiderio di toccare e provare è quasi incontenibile. Questo fucile d’assalto infatti, erroneamente denominato AK-74U dato che si tratta di un AK-74 nella su piena lunghezza, è realizzato completamente in metallo e legno vero. La somiglianza con l’originale è sottolineata dalla buona verniciatura in nero delle parti in metallo e dal legno del guardamano e del calcio –dove viene inserita la batteria-  finemente levigato e laccato, che forse può risultare un po’ tenero ma . Tutto ciò dà alla replica una  sensazione di solidità impressionante, influendo sul peso che con i suoi 3,7 chili raggiunge quello della controparte real steel.
Molto caratteristici della serie AK sono il caricatore ricurvo, che in questo caso è realizzato in metallo e che può contenere fino a 600 colpi, e la lunga leva del selettore di fuoco posta sul lato destro analogamente al suo predecessore AK-47 e con lo stesso svantaggio di non poter essere azionata, come molte armi softair, con un solo dito.

L’accuratezza con cui è stata realizzata questa replica si nota osservando non solo mirino e tacca di mira, che come nell’ originale sono regolabili fino ad una distanza di 1000 metri, ma anche le posizioni del selettore incise in cirillico e il falso numero di serie. Ovviamente, per gli operatori più esigenti c’è anche la possibilità di utilizzare uno dei svariati dispositivi di puntamento tramite un attacco Weaver non fornito.

Forte come l’acciaio

La regolazione del sistema dell’ Hop Up si trova sotto l’otturatore e risulta precisa e di facile regolazione. Il Blow-Back produce un effetto scenografico molto bello, che però non può competere con le sensazioni che dona un GBB.
Dando un occhiata al Gear Box, realizzato in metallo, si resta stupiti dalla qualità del materiale usato e dall’ accuratezza con cui è stata assemblata. Ingranaggi e boccole da 7 mm in acciaio e una testata in nylon con doppio o-ring di tenuta garantiscono un funzionamento ottimale e durata nel tempo. Anche il motore risulta forte e di buona fattura, sviluppando un rateo di fuoco soddisfacente.

Veramente buona infine la precisione che ci permette di colpire senza problemi, dopo le opportune regolazioni di mirino e Hop Up, una lattina a 20 m.

In definitiva questa ottima replica non solo rappresenta un valido inizio per i principianti, ma può anche dare belle soddisfazioni ai giocatori più esperti, confidenti nel maneggio di molte armi softair. Con il suo fascino slavo trasformerà anche un americano in un’amante del russian style. Realismo ad un prezzo davvero imbattibile… perché spendere di più?

SCHEDA TECNICA
CostruttoreJing Gong
  
Destinazione d’usoFucile d’assalto
Cal.6 mm
Lunghezza940 mm
MireIn metallo, Regolabili
MaterialeAcciaio e legno vero
Magazine600 BB
Peso(3700) gr
Hop UpPresente, regolabile
  

DIDASCALIE

01- L’AK 74 Jing Gong può supportare anche ottiche di una notevole lunghezza, grazie all’apposita slitta (non compresa).

02- La superba linea dell’ AK 74U ne valorizza i materiali che lo impreziosiscono, e cioè metallo e vero legno.

03- I Softgunners più appassionati non amano i marchi di fabbrica troppo evidenziati che tolgono realismo alla replica, ma saranno soddisfatti per la presenza del falso numero di serie impresso nel metallo di questo Kalash.

04- Il mirino graduato, tipico della piattaforma Kalashnikov , ha i numeri colorati in bianco per una maggior visibilità.

05- Il caratteristico spegnifiamma della serie AK 74, estremamente efficace nella versione a fuoco per la soppressione della vampa.

06- L’impugnatura a pistola ha un’ottima grip ed è realizzata in mescola plastica, proprio come l’originale.

07- Arretrando la leva di armamento si accede all’area di regolazione Hop Up, operazione facile e abbastanza comoda.

08- Un’ottica in perfetto Dragunov style è pronta per equipaggiare questo AK74 e che, nel Softair, può assumere anche ottime prestazioni per il tiro mirato in semi auto o come strumento di osservazione uso Scout.