Beretta DT 11 Anniversario: lo stato dell’arte per la pedana

Nell’anno 2011 la Beretta presenta il DT 11, sovrapposto da pedana che rappresenta il vertice del settore: oggi ne celebra il decennale con il Mod. Anniversario realizzato in soli 350 esemplari numerati

di Emanuele Tabasso

Andando indietro di dieci anni ci possiamo ritrovare in una magnifica riunione presso la Beretta a Gardone VT e, successivamente in un viaggio strepitoso nell’isola di Cipro dove la Casa ha scelto di illustrare a un gruppo di giornalisti di settore le peculiarità del nuovo sovrapposto identificato dalla sigla DT 11 dove il numero va di pari passo con l’anno di presentazione. Rammentiamo come il discorso introduttivo del Direttore Generale della Fabbrica d’Armi Pietro Beretta, Ing. Carlo Ferlito, iniziasse con la frase “Parliamo solo di tiro”: veniva così posto in primo piano l’obiettivo aziendale rappresentato dal fucile da pedana. La diffusione a livello planetario di questo sport e le possibilità di interventi tecnologici sul fucile erano ben chiare: gli straordinari mezzi della Beretta si ponevano già allora come punto privilegiato e le disponibilità di realizzazione, valutazione e scelta dei materiali entravano di diritto nella competizione.

Le puntuali illustrazioni su schermo venivano seguite da un’indimenticabile visita ai reparti di studio e di produzione dove le alchimie del nuovissimo sovrapposto da tiro a volo erano successivamente spiegate dai personaggi responsabili dei diversi settori. Cerchiamo di condensare le tante migliorie apportate al predecessore, il già eccellente DT 10, così da fornire una sequenza interessante delle operazioni e del lavoro svolto dall’azienda.

Beretta DT11 I principali interventi

Gli interventi frutto di osservazioni dei tecnici e delle segnalazioni dei tiratori di vertice

partono dalla considerazione dell’equilibrio del fucile in vista del brandeggio. La giusta soluzione sta nel porre la massa maggiore, si intende il gruppo culatta delle canne e bascula, fra le mani del tiratore: si è quindi ripensata la dimensione della bascula stessa incrementandola di circa 3,5 mm in larghezza così che il peso maggiorato di 50 g sia distribuito al metallo per il 60% e al legno che fa da contorno per il restante 40%.

Le batterie con molle a V forgiate del precedente ASE sono talmente funzionali per robustezza e rapidità di fuoco da non dover subire trasformazioni: vengono mantenute nella loro struttura, apprezzate da tutti i tiratori che l’hanno avute in uso.

Le canne del Beretta DT11 in ultima analisi sono dei tubi con una foratura assiale, ma l’acciaio da cui si ricavano presenta delle prerogative straordinarie e basta discorrere un poco con qualche personaggio di una certa caratura che frequenti regolarmente le pedane per apprendere come queste parti del fucile parlino un proprio linguaggio, una voce che solo con esperienza e affinamento sensoriale si potrà capire, ma quando la si capisce concede percezioni di particolare bellezza. Come abbiamo detto l’acciaio ha le sue prerogative e insieme va considerata la foratura studiata per imprimere alla colonna di pallini quell’impostazione che è oramai una scienza, pur se a noi piace pensare che, come si diceva dei mitici Fratelli Manton, un po’ di magia sussista fra chi studia e opera in tale particolare settore. Le canne provengono da una genealogia di nobile lignaggio, le Steelium che agli inizi venivano montate sul DT 10 Anniversario: per accertarne la superiorità  rispetto alle canne standard all’epoca era stato selezionato un gruppo di tiratori a cui si alternavano le due tipologie di canne senza alcuna segnalazione che potesse condizionare il giudizio. La miglioria era talmente evidente che tutti i tiratori indistintamente riscontravano vantaggi con la nuova foratura sia con un più stabile assetto dell’arma che nella più regolare e produttiva distribuzione dei pallini nella rosata. Il passo successivo a queste canne è avvenuto con le Steelium Pro dove la foratura risulta priva degli usuali coni di raccordo affidando a un gradiente di pendenza continuo e variabile (e lì forse sta la magia …) la progressiva riduzione della sezione interna, che diviene poi cilindrica per gli ultimi quindici cm, sfociando infine negli strozzatori.

Accorgimenti e linee

Già dieci anni fa la Beretta adotta materiali e lavorazioni a basso o nullo impatto ambientale: come dire ben in anticipo sui tempi e insieme cura i particolari del nuovo sovrapposto da piattello, quelli che rappresentano il primo approccio con la clientela, conferendo al nuovo fucile un aspetto sportivo, tecnologico ed ergonomico. L’occhio si sofferma sul profilo della chiave di apertura dal pulsante ampio e squadrato con una marcata inclinazione verso destra, così da far lavorare più facilmente il pollice; lo sguardo scende poi al grilletto, anch’esso di linea perfezionata e spostabile longitudinalmente per ottimizzare l’azione del dito di scatto. Della bascula maggiorata in sezione abbiamo già accennato: qui rileviamo il trattamento superficiale a nichel, già appagante di suo, cui la finitura satinata sottolinea l’impronta sportiva mentre alcuni tratti in blu cobalto e altri lucidati a mano evidenziano la classe di questo superbo fucile da tiro a volo.

Beretta DT11 Il Modello Anniversario

Ora tuttavia poniamo lo sguardo sul Modello Beretta DT11 Anniversario che l’amico Carlo Bonardo, contitolare dell’Armeria Bonardo di Bra (CN) ci ha messo a disposizione. La lucidatura da manuale viene evidenziata da un’incisione a bulino con fregi rinascimentali marcatamente staccati dal fondo oscurato da una fitta puntinatura: i campi di intervento sono adeguatamente scelti fra la testa e i seni di bascula, i coperchietti dei perni di rotazione canne, il profilo dei rinforzi laterali e i nastri sul dorso, il corpo della chiave e l’esterno della guardia, il perimetro del testa croce e la levetta dell’aoget. Non aggiungiamo commenti ritenendo le immagini esaustive per il binomio bellezza e funzione dell’opera cui si aggiunge la qualità del noce impiegato per la calciatura: anche qui tutto parla un linguaggio di raffinata eleganza congiunta alla miglior rispondenza tecnica che in un fucile da tiro a volo deve risultare semplicemente perfetta per assorbire adeguatamente il rinculo. Chiudiamo questa breve esegesi dello specialissimo Beretta DT 11 con tutta l’attenzione possibile verso le canne: ci pareva un po’ strana la finitura superficiale quando ci è stata opportunamente segnalata la presenza di una fine pellicola protettiva che verrà asportata solo dal proprietario: un minimo segno sarebbe davvero un peccato su tale opera. Sulla bindella sinistra, quasi alla volata, la dicitura Steelium Pro assicura sulla qualifica di vertice delle due canne, dotate di quella foratura che anima, vivacizza e padroneggia lo sciame di pallini verso il suo obiettivo. Per concludere ci pare doveroso un cenno alla quotazione pari a 12.800 € precisando che l’esemplare a mani dell’Armeria Bonardo è il 35° di 350.

Un grazie sentito all’amico Carlo Bonardo (Armeria Bonardo BRA (CN) – 0172 44200 – ) per aver messo a disposizione il Beretta DT11 Anniversario per il servizio fotografico

Didascalia

01 – (apertura) L’inconfondibile linea dei sovrapposti Beretta DT11 discendenti dagli SO e dagli ASE non abbisogna di commenti. Sul fondo il gilet da tiro omaggiato dalla Beretta durante il viaggio a Cipro

02 – L’eleganza principia dalla strombatura in culatta della canna superiore dove si raccorda ai seni: peculiare il profilo del fianco di bascula con la spallatura di contrasto e il tassello sostituibile. Pregevole l’incisione in sé e la sua distribuzione sulle superfici

03 – Il calcio con le misure sostanziose come si conviene a un fucile da tiro a volo: il noce scelto unisce estetica e andamento di fibra consono al lavoro da compiere

04 – L’impugnatura a pistola presenta un’ampia sezione e una marcata curvatura per padroneggiare il fucile e posizionare in modo adeguato il dito sul grilletto

05 – L’asta arrotondata riempie convenientemente la mano debole cui è demandato il brandeggio dell’arma

06 – A fucile aperto si notano perfettamente i profili di contrasto fra bascula e canne che impediscono l’avanzamento delle canne; la rotazione è inibita dal traversino che insiste sulle due mensole poste ai fianchi della canna superiore

07 – Nella testa di bascula viene inserita la chiave, oggi del tipo con perno integrale: curiosi il profilo leggermente disassato e il pulsante angolato per facilitare l’operazione di apertura

08 – Dal centro della testa di bascula prende avvio l’ampia bindella dotata di satinatura antiriflesso

09 – Si nota un accenno del rivestimento protettivo in plastica per le canne: insieme si apprezza la dicitura Steelium Pro sotto a cui riposa un sapere ai vertici della specifica tecnologia

10 – La parte inferiore del fucile Beretta DT 11 Anniversario dove i campi incisi si alternano con magistrale eleganza alle superfici lisce

11 – Sul dorso di bascula, prima della sede del gruppo di scatto, è riportata la dicitura che ricorda la peculiarità di questo superbo fucile da pedana

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