Carabina Rössler Titan 6 Kahles Helia 5

Un’abbinata tutta austriaca nel fucile e nell’ottica con interessanti responsi in poligono che si posso tradurre sul terreno di caccia e tutto offerto a una quotazione interessante tra le carabine usate

di Emanuele Tabasso

La Rössler di Kufstein nata per produrre meccanica fine da molti anni si dedica con successo anche ai fucili rigati sviluppando progetti autonomi di pregevole tecnica. Abbiamo provato in alcune sessioni di tiro al poligono di Carrù (CN) un esemplare del Modello Titan 6 camerato per la brillante 7 mm Rem. Mag. e dotato di un’ottica Kahles Helia 5 con valori 2,4-12x56i: un abbinamento che si presta a un esteso ventaglio di selvaggina. Impiegando palle di diversa grammatura si cacciano tutti i nostri ungulati, con l’avvertenza di scegliere un proiettile piuttosto pesante e duro per il capriolo, così da non rovinarne la spoglia: già solo nell’attraversamento cede ampia energia per mettere a terra la preda.

Impostazione tecnica

La progettazione di questo modello risale a parecchi anni addietro quando erano divenute obbligatorie alcune caratteristiche come la canna intercambiabile e la riduzione di peso. Il castello viene ricavato da un estruso in Ergal con fianchi spianati e calotta tondeggiante, anello molto lungo e ponte altrettanto dimensionato con positivi responsi di rigidità per quanto compete al particolare. Sulle parti apicali sono predisposti i fori per le basi dell’ottica. La finestra di espulsione e la feritoia inferiore per l’inserimento del caricatore risultano di misure contenute, sempre con l’intento di sottrarre meno materiale resistente.

L’otturatore cilindrico tutto in acciaio vede sei alette in testa, ricavate a ribasso dalla sezione maestra, la faccia ribassata con foro del percussore, nottolino elastico di espulsione e l’unghia di estrazione inserita in una delle alette con incastro a T e molletta interna di registro. Il sistema presenta una notevole robustezza e ampia garanzia anche con bossoli riottosi, magari per le troppe ricariche. L’impiego della lega leggera impone la chiusura dell’otturatore direttamente nelle mortise ricavate nella culatta della canna, scaricando parecchio lavoro dal castello e garantendo una precisione di tiro encomiabile grazie alle lavorazioni eseguite con la massima accuratezza. La parte posteriore dell’otturatore vede il manubrio con braccetto corto e nocca tonda: soluzione tanto classica quanto funzionale anche per la contenuta sporgenza del complesso con minime possibilità di impigli. Una base ad anello calettata sul corpo principale e una giunzione ad incastro assicurano la stabilità fra le due componenti. Elaborato il tappo apicale: in un prolungamento inferiore passa la noce di armamento e nella parte destra superiore si ricava dal pieno un prisma destinato a occludere la feritoia di passaggio del manubrio ricavata nel ponte incrementando la scorrevolezza.

Canna, scatto e sicura

Usualmente la Casa austriaca monta canne prodotte da primarie aziende specialistiche e possiamo immaginare come nel caso presente la fornitura arrivi dalla Lothar Walther: la rigatura rotomartellata presenta sei principi destrorsi con un passo di 9,5/1, caratteristico del calibro 7 Rem. Mag. e adeguato a pesi di palla tra i 120 e i 170 gr. La sezione snella e la lunghezza di 61 cm con un freno di bocca di 4,5 cm mediano le esigenze di porto e sfruttamento della carica. Secondo l’uso europeo vengono montate le mire metalliche regolabili in scostamento e in elevazione, utili in certe occasioni: la tacca presenta la visuale a V molto ampia per il tiro in movimento e il riferimento centrale a U per quello a fermo complementare al mirino prismatico. Lo scatto viene ricavato da un pacchetto in acciaio di massima rigidità offrendo lo sgancio diretto con un peso medio pari a 1850 g o con schneller alla francese con 295 g (regolabile). Il tastino della sicura è posto sulla codetta del castello e inibisce apertura del manubrio, scatto e percussore: facile azionarla quando si è in punteria e silenziosa per non disturbare il selvatico.

La calciatura

Da un blocco di noce europea si ricava la calciatura dalle linee caratteristiche: un poco massiccia la zona tra pistola e fusto, ma è lo scotto estetico per una solidità a tutta prova. La finitura superficiale vede una leggera passata di impregnante e poi la vernice semiopaca a olio: il lavoro è molto ben eseguito in tutti i suoi particolari. I risultati di tiro evidenziano la bontà della giunzione fra meccanica e calciatura: due prismi appaiati sporgono sotto all’anello, attraversati da due fori filettati dove si avvitano due brugole fra cui è posta una lamina in acciaio con due lobi forati più un terzo foro radiale con passo interno a vite. Avvitando le due brugole parallele si blocca la lamina e in seguito si serra una lunga vite inserita nel legno del fusto, fermando così la parte anteriore dell’asta alla meccanica. Una seconda brugola passa dalla guardia e dal legno fermandosi nella codetta del castello. Apprezzabile il riporto di stucco epossidico nei punti di giunzione a garanzia di un costante posizionamento colpo dopo colpo. Da ultimo evidenziamo il caricatore in polimero e acciaio imbutito e il peso complessivo appena sopra i 3 kg.

In poligono

Ospiti di Giorgio Rosso al poligono di Carrù (CN) 3479692677 ci siamo  proprio divertiti, grazie anche all’ottica Kahles Helia 5 – 2,4-12x56i – reticolo G4B, un pezzo pregevole della Casa austriaca che sul campo mostra tutta la sua propensione alla caccia e al tiro pure nelle condizioni meno favorevoli. Ci siamo limitati ai 100 m impiegando dapprima cartucce originali Federal Premium con proiettile monolitico in rame Trophy® Copper da 150 gr e dotato di punta polimerica riportata: la precisione di queste cartucce non è certo una novità, ma tre colpi in 9 mm riescono sempre a stupire. Siamo poi passati alle classiche Remington con palla Core-Lokt® da 150 gr, con tre colpi in 15 mm, altra notevole prestazione. Il rinculo della cartuccia viene ampiamente attutito dal freno di bocca e la sonorità nello stallo di tiro non risulta troppo fastidiosa.

Per concludere sia il fucile Rössler che l’ottica Kahles sono armi da tener presenti per i materiali impiegati, per le lavorazioni raffinate, per i risultati balistici e per le quotazioni contenute.

La migliore delle rosate realizzate a 100 m: cartuccia Federal Premium con proiettile monolitico in rame Trophy® Copper con punta in polimero e pesodi 150 gr: 9 mm sono un risultato ragguardevole, soprattutto per una carabina da caccia e non specifica per il tiro

Scheda tecnica

Costruttore: Rößler Waffen GmbH – Ing. Walther Simmer-Weg 11- A-6330 Kufstein – [email protected]  –  www.jagd-shop.at

Distributore fucili Rößler : Bignami SpA, via Lahn, 1 – 39040 Ora (BZ) – tel. 0471/803000 – fax. 0471/810899 – www.bignami.it

Modello: Titan 6

Tipo: carabina a otturatore girevole scorrevole a ripetizione ordinaria- fornibile anche in versione mancina nei modelli Luxus, Exclusive, Allround

Castello: in lega leggera con anello anteriore e ponticello chiuso posteriore

Otturatore: a sei alette in testa su due ranghi da tre con chiusura nella culatta della canna

Canna: in acciaio speciale rotomartellata – sostituibile in gruppi compatibili di calibri – profilo cilindro conico lunga 610 mm (560 mm calibri standard) – montata flottante

Calibro: 7 Rem. Mag. (Titan 3: .222 Rem. – .223 Rem. – 5,6×50 Mag. DWM – .22-250 Rem. – Titan 6: 6 mm Norma BR – 6 mm XC – .243 Win. – .25-06 Rem. – 6,5-284 Norma – 6,5×47 Lapua – 6,5×55 SE –6,5×57 – 6,5×65 RWS – 7×57 – 7×64 – .270 Win. – 7 mm-08 Rem. – 7,62×39 – .308 Win. – .30-06 Sprg. – .358 Win. – 8×57 IS – 9,3×62 – 6,5×68 Schuler – 8x68S Schuler – 8,5×63 Reb – .270 WSM – .300 WSM – .300 Win. Mag. – .338 Win. Mag. – .375 Ruger

Serbatoio: mobile da 3 cartucce in lamiera di acciaio imbutita, molla al silicio e suola elevatrice in lega leggera – fondello in polimero

Materiali: acciaio per canna e otturatore – lega leggera per castello – polimero per accessori

Calciatura: in noce scelto

Congegno di scatto: diretto con peso medio di 1.848 g oppure con stecher alla francese con peso medio di 296 g

Estrattore: unghia con base a prisma inserita in un’aletta dell’otturatore e molla interna di contrasto

Espulsore: nottolino elastico nella faccia dell’otturatore

Sicura: a tasto posto sulla codetta del castello – blocca scatto, otturatore, percussore

Mire: tacca di mira e mirino regolabili rispettivamente in deriva ed elevazione – 4 fori per attacchi ottica  

Finiture: brunitura delle parti metalliche – lucidatura per il corpo otturatore – calciatura con verniciatura a olio mezzo lucido

Lunghezza: magnum 1.130 mm – normali 1.080 mm

Peso: 3.000 g circa senza ottica (standard 2.900 g)

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