Fucili da caccia: Browning X-Bolt Long Range .300 Win. Mag

Sull’affidabile base della carabina X-Bolt la Casa di Herstal ha predisposto una versione per il tiro a lunga distanza dove i componenti come la calciatura Mc Millan sono pensati per la finalità specifica

di Emanuele Tabasso

Prima degli inizi della pandemia abbiamo avuto modo di provare il fucile X-Bolt Long Range della Browning con un allestimento particolare non solo per l’estetica e l’aspetto esterno quanto per la tecnologia immessa nei fucili da caccia. Alla sperimentata e affidabile meccanica è unita una canna con le caratteristiche adeguate al fine specifico e poi si è scelta una calciatura in fibra di vetro della Mc Millan, denominata Game Scout che assicura precisione e costanza di rendimento. La scelta di montare calciature realizzate da aziende specializzate nel settore è divenuta una prassi molto seguita dalle maggiori Case produttrici di fucili da caccia rigati e gli esiti, come si vedrà dalla prova di tiro, sono immediatamente verificabili. Oggi ci si trova in un agone molto competitivo perché il tiro a lunga distanza è divenuto un imperativo per gli amanti del poligono così come per altri che lo praticano nella caccia, specialmente quella sui grossi ungulati: da noi si vede in prima fila il cervo, all’estero una dovizia di capre e pecore selvatiche da ingaggiare spesso a quote da Monte Rosa e a distanze anche di 7/800 m, quando non si supera tale entità. Vediamo dunque le principali caratteristiche di questo fucile che possiamo a definire di alta levatura.

La tecnica della X-Bolt

Il marchio del produttore per il settore civile è Browning, ma alla mente dei vecchi appassionati risuona sempre la sigla FN come Fabrique Nationale d’Armes de Guerre oggi riservata al settore militare, e il pensiero corre immediatamente in Belgio, all’Atélier di Herstal, fucina di provvide idee e di eccellenti realizzazioni. A partire dal 2010 molte Case hanno dato prova delle loro capacità innovative finalizzate a seguire i desideri della clientela coniugati con il contenimento dei costi. Difficile abbinare le due entità senza scadere in un prodotto funzionale sì, ma ugualmente povero di aspetto e di contenuti: non capita di certo alla progettazione in casa Browning dove non sono mai disgiunti il rendimento sotto ogni sua sfaccettatura, e un’eleganza formale che caratterizza il prodotto. La base meccanica e strutturale della X-Bolt contiene elementi di fondo assai qualificati così da rendere il progetto valido per una cospicua serie di versioni, da caccia e da tiro, per soddisfare un ampio ventaglio di appassionati. Osserviamo quindi il castello realizzato per fresatura da una billetta di acciaio legato con sezione superiore ottagonale e inferiore tonda con raggio iscrivibile nell’ottagono: le superfici a vista sono spianate con bisellature di raccordo all’anello anteriore e al ponte posteriore. Entrambi questi elementi sono dimensionati in modo ragguardevole, come si richiede alla lunghezza prevista per cartucce come la .300 Win. Mag. camerata dall’esemplare in prova: non manca ovviamente la versione corta per le cartucce della classe del .308 Win.

Particolari

Nella struttura sono ricavate la finestra laterale di espulsione, dimensionata senza eccedere, e la feritoia che accoglie il caricatore staccabile del tipo rotante, quindi con necessità di una maggiore apertura. Il complesso non è di facile realizzazione, ma offre la necessaria rigidità per giungere ai risultati desiderati e insieme offre un aspetto assai gradevole e molto personale. Tornando alle due porzioni apicali osserviamo nell’anello le tre mortise per le alette di chiusura e il passo a vite in cui si fissa la canna: nel serraggio viene interposta fra i due elementi la piastra forata che assicura lo scarico delle forze, secondo il sistema di Nicholas Brewer; la propaggine inferiore del particolare si inserisce nell’apposita tasca del fusto. Il procedimento consente di regolare adeguatamente lo spazio di testa: un’aggiunta favorevole al conseguimento della precisione. Posteriormente si evidenzia lo scasso sul fianco destro per alloggiare il manubrio mentre un’angolatura superiore attua in rotazione l’estrazione primaria. A sinistra la superficie piana è interrotta dal tasto a bilanciere per lo svincolo otturatore a fondo corsa, mentre nella codetta integrale sporge la lamina rossa che segnala la meccanica armata; una prolunga, disgiunta dal castello, supporta il tasto della sicura due posizioni. Elemento complementare l’otturatore ricavato anch’esso da acciaio composito e trattato: il corpo centrale presenta le sfaccettature superiori in analogia con quelle del castello e in testa sono ricavate le tre alette sporgenti dalla sezione del cilindro. Tale scelta comporta maggiori lavorazioni per praticare entro il castello le guide di scorrimento, ma consente minor peso; inoltre le tre masse di chiusura sono basse ed estese longitudinalmente. La testa presenta la faccia ribassata, dove alloggia il fondello della cartuccia, il foro del percussore, il puntone elastico dell’espulsore e l’estrattore: l’unghia di presa ben dimensionata viene supportata da una lamina con incastro longitudinale e movimento pivotante grazie a un pernetto con molla interna di contrasto.

L’otturatore

Lo scorrimento dell’otturatore è un punto essenziale per la funzione e la piacevolezza d’uso: oltre alle pregevoli lavorazioni meccaniche si sono aggiunti un tassello in teflon a metà del cilindro e una piccola semisfera nello stesso materiale posizionata internamente nel fianco sinistro della codetta. Genialità che, a bassissimo impatto monetario, assicurano un resa adeguata. Il braccetto del manubrio con la propria base calettata al cilindro vengono ricavati da microfusione: un tastino quadro svincola l’otturatore a sicura inserita consentendo di estrarre la cartuccia camerata in tutta sicurezza. Nella base sono praticati il profilo angolato per l’arretramento del percussore e la tacca di fermo in posizione di armamento. La nocca tonda di ampio diametro e rastremata è svitabile per ridurre l’ingombro nel trasporto; infine il tappo di coda a doppio risalto ricalca le sezioni del castello.

Canna, scatto, caricatore

Desiderando sfruttarne appieno le potenzialità di un calibro magnum la canna dev’essere lunga 66 cm e così la osserviamo su questo X-Bolt insieme alla sezione maggiorata, ma non troppo, con le scanalature che la alleggeriscono fornendo parimenti la dovuta rigidità e un più rapido smaltimento del calore. La foratura è ottenuta con il particolare processo della Casa a mezzo del tagliente montato su una rigida bacchetta di supporto, a cui segue la cameratura in perfetta coassialità asseverata dai bossoli privi di difetti. Segue la realizzazione delle sei righe dove spiccano pieni e vuoti perfettamente lucidati e gli spigoli nitidi con un ribasso conico in volata: qui una filettatura consente il montaggio di un tappo protettivo o di un freno di bocca, come quello esistente, con una serie di fori radiali. Da ultimo notiamo come la canna sia completamente flottante.

Lo scatto

Lo scatto super feather trigger viene racchiuso in uno scatolato in lega di alluminio di cui spicca la rigidità: i particolari a lavoro vengono lucidati e in seguito cromati a spessore. Il grilletto posto ben arretrato, quindi adatto a mani di ogni misura, ha una corsa brevissima e permette una magnifica azione di tiro. A nostro avviso si tratta di uno dei migliori scatti a livello industriale: non abbiamo modificato le regolazioni di fabbrica rilevando con il Lyman una media di 1309 g su quattro prove con massimo di 1362 e minimo di 1228 quindi con una costanza encomiabile cui si aggiunge la corsa del percussore classificata fra le più brevi sul mercato.

Ancora un pezzo in microfusione compone l’insieme di ponte, guardia e bocchettone del caricatore: un incastro e due brugole provvedo a fissarlo nella propria sede. Il pensiero va al Capotecnico della Steyr Otto Schönauer osservando proprio il caricatore ricavato da uno stampo in sintetico di particolare robustezza: la forma tondeggiante sottende la disposizione in semicerchio delle tre cartucce (quattro nei calibri standard e cinque nel .243 Win.). Il meccanismo interno è composto dalla suola elevatrice con perno metallico longitudinale e molla coassiale fissati al corpo esterno. Il dente di aggancio alla sede fa parte dello stampaggio sfruttando l’elasticità del materiale, senza necessità di un’ulteriore molla mentre una piccola lamina elastica nella sede mantiene fermo il pacchetto evitando noiosi sbattimenti.

La calciatura

Con il progresso delle rigature, delle cartucce, della rigidità delle azioni anche le calciature sono diventate protagoniste di primo piano per il raggiungimento dei migliori risultati: alcune aziende si sono specializzate e osservare i piani di studio per le loro ricerche è una conoscenza affascinante anche per chi non è del mestiere. Affidare la meccanica di un’ottima carabina a uno di questi prodotti è garanzia di rosate strette e ripetitività, proprio quel che si aspettano gli acquirenti di tali fucili. La Mc Millan è nota per la classe delle sue calciature, declinate in diversi modelli: qui è stato scelto il Game Scout in fibra di vetro, protetto da una pellicola mimetica, nel suo genere decisamente gradevole e in buona sintonia cromatica con la finitura della meccanica denominata Cerakote. Le linee seguono l’impostazione più recente tra i fucili da caccia, con asse dritto, calcio molto elevato, asta tondeggiante a fondo quasi piano, fusto squadrato da cui prosegue la pistola assai allungata e di notevole dimensione. Due i pioli per l’aggancio della cinghia e calciolo denominato Decelerator™ con cellette interne orientate per cui l’energia del rinculo non viene solo stemperata, ma si utilizza per staccare di qualche mm il dorso dal viso del tiratore arrestando dannose vibrazioni.

Qualche colpo in poligono

L’ottica Meopta Meostar R1 4-16×44 sarebbe degna di ben altri cimenti, ma anche ai 100 m offre un servizio di eccellente caratura: le basi vengono fissate ognuna con quattro viti, caratteristica della X-Bolt fin dal suo apparire, ottenendo un tiraggio equilibrato. Il riempimento del caricatore non pone problemi e si nota l’assenza di qualsiasi spigolo o superficie tagliente: ugualmente spedito l’inserimento nel bocchettone e armamento facilitato dalle dimensioni del manubrio e dalle tre alette che riduco a una sessantina di gradi l’angolo di manovra. Nessun impuntamento nella cameratura e nell’estrazione del bossolo sparato. Le rosate vedono all’opera le Fiocchi da caccia con la palla Hornady SST da 180 gr e le Winchester Power Point con palla sempre da 180 gr: evidenziamo come entrambe siano cariche studiate per la caccia, non propriamente destinate al tiro accademico. I risultati sono buoni, ma il frastuono del freno di bocca, negli stalli di tiro ancora più fastidioso, ci spinge a levare l’accessorio, considerando che spariamo senza tema del rinculo. Qui poi con i 4,2 kg cui aggiungerne almeno un altro per ottica e attacchi, il tutto da porre a contrasto con la nostra di massa, cospicua e notevole, non vedrà sorgere problemi. L’idea si rivela giusta e le rosate si riducono di circa 10 mm: fra queste la migliore è ottenuta con le Fiocchi che raggruppano tre colpi in 22 mm.

Non crediamo siano necessarie altre parole: il fucile si commenta da sé e non fa che accrescere il nostro apprezzamento per le armi fabbricate a Herstal e per i loro fucili da caccia.

L’autore ringrazia il Sig. Adrien Koutny della Casa di Herstal e il Sig. Frédéric Colombié della BWMI (Browning, Winchester, Miroku Italia)che ci hanno gentilmente concesso l’arma in prova.

Ringrazia parimenti il Signor Carlo Bonardo dell’omonima armeria sita in Bra (CN) e il Signor Pier Biagio Rivetti Presidente della Sezione TSN di Bra (CN) per la gentile accoglienza

Scheda tecnica

Produttore: Browning International S.A. – Parc industriel des Hautes Sarts, 3e Avenue, 25, B-4040 Herstal (Belgio) – Tel +32(0)4.2405211 – Fax +32(0)4.2405212 – www.browning-int.com – realizzato nello stabilimento in Giappone

Importatore: BWMI Italia – Via Parte – Marcheno (BS) fax 030 – 8960236  –  [email protected]

Modello: X-Bolt Long Range

Tipo: fucile a canna rigata

Calibro: .300 Win. Mag. (7 Rem. Mag. – .243 Win. – 6,5 Creedmor – .308 Win.)

Funzionamento: ripetizione manuale e otturatore girevole scorrevole

Castello: anello e ponte di tipo chiuso ricavato da billetta in acciaio trattato

Otturatore: in acciaio con testina anteriore a tre alette a crescere rispetto al cilindro

Canna: lunga 66 cm (anche 7 Rem. Mag.) – 61 cm per restanti calibri – montaggio flottante

Percussore: interno all’otturatore, con molla elicoidale

Alimentazione: caricatore a pacchetto staccabile da 3 cartucce realizzato in polimero (4 altri calibri standard e 5 per .243 Win.

Congegno di scatto: Super Feather Trigger  in polimero con parti interne in acciaio – grilletto singolo e scatto diretto di particolare rapidità ed efficienza

Estrattore: a unghia con movimento pivotante e molla interna di registro

Espulsore: pistoncino a molla nella faccia dell’otturatore

Linea di mira: mire metalliche assenti

Attacchi ottica: due basi con quattro viti ognuna sul cielo del castello

Sicurezza: tasto a due posizioni sul prolungamento della codetta del castello: blocca scatto, percussione e manubrio – tasto aggiuntivo per l’apertura con sicura inserita

Calciatura: Mc Millan Game Scout in fibra di vetro – impugnatura a pistola e sotto canna sagomato – campi di presa corrugati – calciolo Deceleretor ad assorbimento e deviazione del rinculo – pioli per aggancio magliette portacinghia

Finiture: Cerakote per le parti meccaniche – pellicola ATACS AU camo su calciatura

Peso: 4.200 g circa senza ottica

Prezzo: indicativo di 1.850,00 € (solo arma, iva inclusa)

Accessori: scatola di cartone rigido e lucchetto per bloccare l’arma

Didascalie

001 – (apertura)

002 – Otturatore semiaperto con lo scasso di alloggiamento nel fianco del castello e il profilo inclinato del ponte per l’estrazione primaria

003 – La vite nera sotto al manubrio viene mossa dal tastino superiore premendo il piolo  sporgente nello spessore del castello rendendo possibile l’apertura dell’otturatore a sicura inserita

004 – L’unghia di estrazione reca una solida base a lamella incastrata nel cilindro  pivotante su un proprio perno e con molla di contrasto interna

005 – La finestra di espulsione di contenute dimensioni: accurate le bisellature dei fili

006 – Il tappo di coda dell’otturatore presenta profili analoghi a quelli del castello. Nell’incavo della codetta sporge la lamina rossa che segnala la meccanica armata. Aggiunta alla codetta si nota la base del tasto della sicura a due posizioni

007 – Nel vano del ponte sporge il tassello di blocco dell’otturatore mentre nell’estensione apicale è evidente il piolo con la testina semisferica in teflon che migliora la scorrevolezza

008 – Il fianco sinistro del castello con il tasto di svincolo otturatore. Sopra è montato il Meopta Meostar R1 4-16×44

009 – La guardia dalla moderna sagomatura, sempre priva di spigoli, in cui è inserito il grilletto molto arretrato e poco arcuato

010 – Il caricatore rotante ricorda quello dei mitici Mannlicher Schönauer: realizzato in polimero non presenta spigoli e lo si manovra agevolmente

011 – La Meopta ceka ha sviluppato negli ultimi anni tecnologia e modelli per tante esigenze: questo Meostar è un pezzo di ottimo livello

012 – Il fusto e l’asta della calciatura: la canna è completamente flottante. Sulla campana del  Meopta si nota l’anello graduato per la regolazione della parallasse

 

 

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