ARES GREASE GUN M3A1

“Roba da amatori”, “Ferri d’altri tempi”, “ASG da Re-enactors”. Ebbene sì: avete ragione. Ma noi siamo certi che questo “vecchiume” abbia un valore storico e pratico ben superiore all’ ennesima versione dell’AK e, soprattutto, dell’onnipresente Colt M4.

di Fabrizio Bucciarelli

L’arma vera

Grease gun” non è certo un termine lusinghiero per questa pistola mitragliatrice a suo modo interessante che uscì sotto il nome di M3A1 a metà del 1944 e così soprannominata per la sua estrema bruttezza estetica. La sua definizione volgare in lingua inglese riprende, appunto, quelle pistole lubrificanti spara-grasso/olio ad uso metalmeccanico e in effetti a tale attrezzo quest’ arma somigliava parecchio. Brutta, certo, ma economica, di facile produzione ed efficace al punto che fu una protagonista nel Pacifico contro i giapponesi durante la Seconda Guerra Mondiale, nella Guerra di Korea e durante la Guerra del Vietnam. Non male per un “tubo sparagrasso”.

L’ ASG

A differenza dell’arma vera, la versione concepita e realizzata da Ares, a nostro avviso, è il massimo dell’accuratezza e del realismo.

Costruita totalmente in metallo, con rifiniture ad alto livello (basti notare le finte saldature), un potente sistema blowback che produce un efficace scarrellamento e la cura di un assemblaggio a regola d’arte ne fanno un vero must tra le ASG dedicate alle guerre del secolo scorso. Certo, chi desidera una replica con possenti prestazioni sportive, con un elevatissimo ROF e roba simile, volga il suo sguardo altrove: questa M3A1 non fa certo per lui.

Difficile apprezzare, per questa tipologia di softgunners l’impossibilità di up grade, gli organi di mira fissi, la mancanza di integrazione con ottiche o Dot Sight, il tiro solo in modalità Full Auto, il peso non indifferente per una SMG. Difficile immaginare di trasportarla agevolmente per una partita dove il numero dei chilometri è elevato, o magari ingaggiare uno scontro in modalità notturna. A parte una cinghia di trasporto, non vi sono altri accessori disponibili di serie: forse solo un silenziatore o qualche caricatore maggiorato.

Perché il Softair, nel suo insieme, è composto principalmente di due anime: la prima vanta uno spirito di modernismo e prestazioni elevate a tutti i costi, con RoF (rateo di fuoco) composto da un sempre maggiore numero di pallini proiettati in linea continua verso un bersaglio, o un possibile tale, per realizzare un punto e un’altra che invece cerca, ben al di là di questo, di “rievocare” o meglio “replicare” fin dov’è permesso dalla Legge le armi da fuoco e il contesto a cui si ispirano.

Quindi, appartenendo io stesso alla seconda schiera, vorremmo sottolineare l’ importanza e la bellezza di un vero Full Metal a carattere storico, la resistenza superiore del metallo assemblato al meglio, il Gear Box e il motorino High Torque Flat Motor H dedicati, l’ Hop Up efficientissimo e ad accesso facilitato, il calciolo tubolare in metallo, l’ effetto Blow Back risoluto e realistico nonostante la batteria  stilo da 8.4V 1200mAH mini (2/3A) che, tra le altre cose, trova spazio nel…caricatore!

Mica roba da ridere, specialmente quando il tutto viene firmato da una delle più prestigiose case produttrici asiatiche. Insomma, una piccola opera d’arte che farà felici i rievocatori storici del periodo, i gli appassionati (anche di armi “vere”) e i softgunner che ricercano il realismo.

A chi consigliarla? Noi vorremmo rispondere “a tutti!”, perché chi a un certo livello apprezza il Softair non può non appassionarsi, anche culturalmente, a questo tipo di repliche; viene invece spontaneo proporla ai collezionisti e agli appassionati di Re-enacting che, ci scommettiamo, con questa Grease Gun tra le mani, si ritroveranno immediatamente catapultati tanti decenni addietro, sulle spiagge di Iwo Jima o Guadalcanal.

ARES GREASE GUN M3A1 Scheda Tecnica:

Costruttore: ARES (www.aresairsoft.com)

Destinazione d’uso: pistola mitragliatrice

Cal.: 6mm

Lunghezza: 580/750 mm

Organi di mira: fissi

Materiali: metallo

Tipologia: elettrico

Magazine: 65 BB’s

Peso: 4500 gr.

Sicura: sì

Tiro: full auto

Hop Up: sì

DIDASCALIE:

01- Una ASG “Born in Battle” che di certo appassionerà i puristi e i collezionisti amanti delle repliche “Vintage.

02- Non tutti gli amanti le ASG moderne apprezzeranno splendidi particolari quali le false saldature, perfettamente riprodotte.

03- Forse brutto, certo efficace, inequivocabilmente affascinante, l’ARES M3A1 colpisce più per l’aspetto rievocativo che per le prestazioni non in linea con gli standard attuali. Ma come dargli torto?

04- Questo Full Metal di alta genealogia ha il calciolo tubolare estendibile che permette tiri piuttosto precisi anche se, di certo, non a livello Sniper.

05- Il finto otturatore e tutta l’area dedicata all’espulsione è un piccolo capolavoro di precisione e raffinatezza: la levetta sottostante permette l’apertura e chiusura dello sportello in metallo che mette in evidenza l’azione violenta del Blowback System.

06 – Era davvero un tubo per grasso o olio ma non va dimenticato che questa idea, semplice ed economica, fu tra le vincitrici della guerra nel Pacifico contro i comunque valorosissimi soldati nipponici.

07- Notare ancora una volta lo splendore dei dettagli dell’Ares Grease Gun: le diciture sono incise direttamente sul metallo della replica e riproducono quelle originali.

08- Anche in questa replica si possono notare i precisissimi dettagli inerenti l’arma vera che, sull’ onda dello Sten britannico, valutava più l’efficacia sul campo che l’aspetto estetico.

09- Come sempre, o quasi, la regolazione del sistema Hop Up si trova all’ interno della replica a cui si accede arretrando il finto otturatore: invece della solita rotellina, questa volta c’è il ritorno al cursore in stile Marui.

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