Jakele J1: presso la Jawag una nuova straight pull

L’onda lunga delle carabine con movimento in linea vede nuovi adepti su immaginarie tavole da surf alla ricerca del successo in un settore dapprima esclusivamente europeo, oggi con qualche apertura negli USA

di Emanuele Tabasso

L’onda lunga delle carabine con movimento in linea vede nuovi adepti su immaginarie tavole da surf alla ricerca del successo in un settore dapprima esclusivamente europeo, oggi con qualche apertura negli USA

di Emanuele Tabasso

La nuova fiera delle armi denominata EOS si è tenuta negli ampi spazi che la città di Verona ha sagacemente messo in opera da molti decenni per altre manifestazioni: ne ricordiamo due come la Fiera Cavalli e Vinitaly frequentatissime con un pubblico entusiasta, straripante e conoscitore. Di proporzioni più ridotte quella di nostro interesse, ma che comunque ha raccolto circa 28.000 presenze: non male proprio dopo la forzata chiusura determinata dalla pandemia e la data forzatamente spostata rispetto a quella ottimale di gennaio/febbraio. Una visita fra gli stand presenti, diverse aziende estere con alcune nazionali hanno disertato l’appuntamento, ha visto la riconferma di consolidate situazioni in mezzo a qualche novità. Una di queste è stata proposta dalla Jawag, la notissima azienda di Marlengo (BZ) retta dai Signori Eduard e Benno Cicolini, punto di riferimento soprattutto per gli amanti della canna rigata. Il nome del nuovissimo produttore di carabine è Jakele e l’azienda è situata nell’Allgäu: insomma proprio a pochi km dalla sede della Blaser che di tale sistema di riarmo è stata parecchi anni addietro l’antesignana e, per molto tempo, diffusa proprio dalla Jawag. In un prossimo futuro ci dedicheremo compiutamente all’esame dei vari sistemi di chiusura adottati sui fucili con il movimento in linea: al momento ci limitiamo a evidenziare i due filoni con i vincoli a espansione tramite l’avanzamento al loro interno di un corpo conico, come Blaser e Strasser ad esempio, oppure con un otturatore dotato delle classiche alette in testa posto in rotazione sempre dal movimento lineare, come la recentissima Beretta BRX1 o la Merkel Helix che, da parte sua, contiene una peculiarità che nessun concorrente può vantare. L’arma tedesca, tramite un sofisticato impianto a cremagliera, riesca a far compiere la rotazione all’interno del castello, senza che nessuna propaggine del’otturatore fuoriesca.

Le prerogative della Jakele

Mettiamo in primo luogo il peso, oggi considerato dai più un elemento di valore assoluto: solo 2,7 kg per i calibri normali e 3,0 kg circa per quelli magnum sono certo un bel risultato. La sicurezza meccanica: l’otturatore con quattro robuste alette su due ranghi offre la giusta garanzia e la rotazione di 90° viene imposta tramite un piolo e una pista a camma interna con il vincolo attuato direttamente nella culatta della canna. La canna stessa poi è intercambiabile tramite una chiave a brugola posta nell’astina: la giunzione avviene direttamente in una sede ricavata nel castello, opportunamente allungato nella sua parte anteriore. La lunghezza per i calibri standard è pari a 57 cm mentre sale a 61 per il Magnum.  Il fissaggio dell’ottica con il sistema definito BPM (Bavarian Precision Mount) ha una base estesa sulla culatta della canna e con punti semisferici di ancoraggio: assicura risultati notevoli anche con ottiche di un certo peso. Il caricatore in sintetico si rivela di piccole dimensioni e quindi tascabile all’occorrenza mentre il calcio è facilmente smontabile per ridurre gli ingombri e finire direttamente nello zaino in caso di lunghe camminate o passaggi difficili. Il gruppo di percussione e scatto mostra un’altra peculiarità: la molla del percussore è sempre distesa e viene armata con la pressione del dito medio su una levetta arcuata, simile a un secondo grilletto, posta dietro alla guardia. Quando si impugna il fucile si arma la batteria che, in caso inverso cioè allentando la presa, si disarma immediatamente. Quanto allo scatto un ottimo grilletto di giusta arcuatura ed eccellente posizionamento lavora secondo la predisposizione di un selettore, posto nel ponticello all’interno della guardia: si preseleziona il peso di sgancio su 550 g o su 250 g, valori che agli amanti degli stecher suonano come musica, e rimane superfluo sottolineare come la nitidezza di sgancio sia ottimale in assenza di ogni imperfezione come ad esempio il noioso collasso di retro scatto. Da ultimo segnaliamo come sia prevista, senza sovrapprezzo, la meccanica per i mancini.

Altri elementi

La calciatura viene proposta sia in legno di classe elevata, che in sintetico verde scuro o marrone con diverse opzioni di impugnatura. A noi torna molto comoda la pistola con la mano passante nell’ampia finestra: in posizione di tiro si rivela sempre la soluzione più vantaggiosa. Alla volata della canna non manca la filettatura, coperta da una ghiera, per la sistemazione di un freno di bocca o soppressore di suono proposto dalla Casa con il modello M14x1. Presenti o in offerta tutti gli accessori come le magliette porta cinghia, varie finiture dei particolari, ad esempio il grilletto dorato, per arrivare al kit di pulizia, al bipiede e all’alpenstock.

C’è una puntuale e precisa lista dei prezzi: di sicuro non popolari, ma certe soluzioni e determinate lavorazioni rivestono costi di un certo livello. L’assistenza poi della Jawag è un di più che si apprezza in caso di necessità come, tanto per porre un esempio, nel montaggio del cannocchiale. Il panorama delle carabine straight pull continua ad ampliarsi e siamo certi che il Barone Frederick Ritter von Mannlicher starà osservando i suoi progetti messi in opera dalla Steyr a fine Ottocento con i Modelli 1886 e 1895 per armare i soldati dell’Impero Asburgico. Oggi dall’Austria alla Germania, dalla Francia all’Italia e persino agli Stati Uniti d’America il movimento in linea è il nuovo obiettivo per i fabbricanti attenti all’andamento del mercato.

Dida

001 – Il marchio della Casa Jakele che costruisce la nuova carabina Mod. J1, distribuita dalla Jawag di Marlengo (BZ)

002 – Un esemplare della carabina J1 calciato in sintetico verde scuro: funzionale l’impugnatura con l’ampia finestra in cui passa tutta la mano posizionandosi sulla pistola

003 – Un modello con calciatura color marrone. Si nota la lunga estensione anteriore del castello atta a sostenere e fissare la canna intercambiabile

004 – A otturatore retratto si osservano la testina con il profondo incavo e le due serie di alette di chiusura che s’impegnano nelle mortise ricavate direttamente nella culatta della canna

005 – Separata la meccanica dalla calciatura si preleva nell’astina la brugola atta a separare la canna dal castello/culatta

006 – La brugola all’opera nel supporto della canna

007 – Nel castello si notano i riscontri di posizionamento e fissaggio della canna

008 – Sul fianco sinistro esterno della canna i punzoni aziendali, del calibro adottato (qui il .308 Win.) e del banco di prova tedesco. In alto due degli incavi in cui si fissa la base dell’ottica

009 – La volata della canna è filettata per il rapido montaggio di un silenziatore (dove previsto) o di un freno di bocca: il passo a vite è protetto da un apposita ghiera

010 – Parte posteriore del castello dove sporge il cane in posizione abbattuta: dietro si scorge la fossetta in cui si inserisce quand’è in armamento

011 – A dx il cane armato risulta a filo nell’apposita sede: davanti è posto il tastino a molla per lo svincolo del caricatore e del calcio

012 – Con il pollice si preme il tastino svincolando il calcio e il caricatore

013 – Il calcio rimosso dalla propria sede nel castello

014 – La peculiarità della batteria della Jakele J1 sta nel grilletto esterno di armamento che viene premuto naturalmente impugnando l’arma: rilasciandolo la molla si distende per una sicurezza assoluta. Nella guardia si nota il grilletto di scatto perfettamente arcuato e posizionato, mentre nel ponticello, davanti alla radice del grilletto, sporge il piccolo commutatore di scatto che predetermina il peso in 250 o 550 g

015 – Una pagina del catalogo preciso e puntuale in ogni descrizione con i prezzi della J1, alcuni modelli e la serie dei calibri proposti: vediamo con piacere che al .223 Rem. rimane affiancato il più suadente .222 Rem., alla novità ottima del 6,5 Creedmoor fanno compagnia i sempreverdi 7×64 Brenneke, .308 Win., .30-06 Sprg, 8×57 JS e 9,3×62 Bock. Nei magnum, forniti con sovrapprezzo, c’è l’onnipresente .300 Win. Mag. e manca, a nostro sommesso parere, l’8x68S il vero re delle cartucce intermedie

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