Armi usate – Merkel drilling in versione base calibro 12/70 e 7x65R

A fianco delle tante opzioni che vedono la carabina a otturatore per la caccia con la canna rigata sta riemergendo un certo interesse per i misti ed è un piacere quando si ha l’occasione di riprenderne a mano un esemplare

di Emanuele Tabasso

Sarà un caso, ma tra la fine dello scorso anno e i primi due mesi di quello attuale ben due amici, che non si conoscono fra loro, ci hanno coinvolti per la ricerca, tra armi usate, di un drilling. Questa tipologia di fucili specialistici è per noi di forte interesse richiamando alla mente le difficoltà costruttive insite nel progetto, i luoghi dove sono insediate le aziende che ancora li producono e poi, a capo di tutto, gli scenari di montagna dove esprimono tutta la loro versatilità. I diversi orientamenti maturati nel corso dei decenni passati insieme a un modo di concepire la caccia, anch’esso mutato rispetto a un tempo, hanno fatto sì che molti dei possessori di drilling lasciassero questi magnifici fucili a sonnecchiare nelle rastrelliere: altri poi li hanno posti in vendita e l’andazzo del mercato, ulteriormente depresso dalla pestilenza tuttora in atto, ha registrato quotazioni non di vendita, ma di svendita per questi fucili da caccia usati. Sovente poi l’impiego minimo che ne è stato fatto ha conservato dei bei pezzi, altri invece sono stati messi alla prova, com’era giusto e doveroso, così si va incontro a esemplari che in linguaggio odierno si definiscono vissuti. I due personaggi cui abbiamo accennato all’inizio erano proprio alla ricerca di un buon drilling e casualmente si sono incrociati su un esemplare, finito rapidamente delle mani di uno dei ricercatori: poi ne è apparso un secondo che è stato prontamente acquisito dall’altro. Illustreremo tra poco proprio quest’ultimo.

Le proposte

armi usate

Le due offerte esemplificano le differenze riscontrabili nel mercato dei fucili da caccia usati e in particolare di questa tipologia: con un drilling non ci si mette in pedana a sparare al piattello con le due canne lisce e ugualmente non ci si pone sul pancone di un poligono per realizzare rosate in quantità. Prima dell’avvio di stagione è bene compiere entrambe le cose, ma una scatola o due di cartucce a pallini consumate alla macchinetta così come due coppiole di colpi con la rigata, opportunamente distanziate per far raffreddare la canna e non aver risultati falsati, sono propedeutici alla simbiosi fucile cacciatore: aiutano a minimizzare le padelle. Chiaro a questo punto come l’usura delle canne insieme a tenute e chiusure sia davvero minimale nel corso della vita operativa di un simile fucile: in effetti trovarne con dei giochi è fatto straordinario anche perché l’imbasculamento è sempre opera dei migliori specialisti di cui le Case dispongono e quindi il complesso parte con una garanzia di massima sicurezza e durata.


Nel modello in esame l’estrattore in pezzo unico serve le tre canne. Nella parte bassa del prolungamento della 3^ Greener sporge il dente per il sollevamento della tacca di mira comandato dal selettore. Nei fianchi delle canne lisce sono evidenti le sedi per le alette laterali di centraggio. Dal seno sx sporge il chiavistello della terza chiusura

Due soluzioni

Le due soluzioni mostrano un’esemplare correttezza delle armerie con la proposta dei drilling, entrambi della Merkel: nome che è e rimane una solida garanzia per la scelta dei materiali, le lavorazioni, lo stile e il rendimento balistico. Il primo, di cui tratteremo in una prossima occasione, è un Luxus con finiture più accurate, incisioni a scene di caccia, legni di classe un poco più elevata e altri particolari che osserveremo: il proprietario lo ha chiaramente usato pochissimo e con una cura attenta che si evince dalla mancanza di quei segni al calcio caratteristici del porto con cinghia alla spalla. Bruniture, trattamento ad argento vecchio delle incisioni e ogni altra cosa che evidenzia il buon mantenimento sono lì in vista, così come appaiono perfettamente in ordine gli interni delle canne. In poligono la canna rigata non fa che riconfermare i pregi di questo fucile usato, ma usato molto poco e molto bene. La quotazione riflette l’andamento del mercato e, 50 euro in più o in meno, la situazione di questi magnifici esemplari è nota: come si è visto non bisogna nemmeno temporeggiare se il pezzo piace e lo si desidera perché l’acquirente ha deciso con rapidità e il secondo personaggio interessato lo ha visto sfumare nel volgere di pochi giorni. Si è trovata tuttavia una situazione alternativa ancor più adeguata ai desideri. La seconda proposta è rappresentata dal soggetto del nostro servizio fotografico: un Merkel nel modello base che conserva ogni pregio tecnico costruttivo che ha creato la fama della Casa di Suhl, ma con qualche diminuzione nelle finiture di alcuni particolari che riguardano sempre e solo l’estetica, mai pezzi a lavoro. Un colpo d’occhio all’insieme cerziora oltre ogni dubbio sulla paternità: la bascula, cuore del sistema, viene ricavata da un massello di acciaio legato, con sbozzatura a mano ottenendo i seni arrotondati con le alette laterali, la testa ampia e spianata con la mortisa della terza Greener, la sede della chiave e i rinforzi lungo la tavola. I fianchi squadrati si raccordano con un profilo arrotondato al dorso leggermente convesso: in vista il primo tenone passante e apprezzabile l’incasso accurato del coperchio di fondo prolungato nel ponticello da cui sporgono i due grilletti. Tornando alla vista superiore si nota nel corpo squadrato la sporgenza dei tre piolini in ottone, segnali delle batterie armate; a seguire la codetta rastremata su cui è posta la chiave dalle linee caratteristiche con l’occhio fermato da una vite a spacco fine, il corpo robusto di sezione convessa, il pulsante tondo e zigrinato su cui il dito lavora senza fastidi. Segue il tasto a slitta del selettore di sparo con pulsante di blocco per scongiurare movimenti non voluti: azionandolo si scoprirà la lettera “S” (schrot, piombo minuto) o “K” (kugel, palla singola) così che il primo grilletto farà partire il colpo a pallini della canna destra o quello a palla della canna inferiore rigata. Nel secondo caso un meccanismo interno farà sollevare la tacca di mira. La sicura è laterale del tipo Greener con bottone rotondo inserito nell’apposita cornice metallica. Nell’interno della bascula si evidenzia la cerniera con i due denti di monta delle batterie e le striature date dal corretto tiraggio del testacroce; a seguire il robusto perno di rotazione in acciaio cementato fermato da due grani a vite, i piccoli rilievi di contrasto per l’estrattore, sul fondo arrotondato il traversino integrale che separa le due mortise dei tenoni realizzando il contrasto all’avanzamento delle canne scaricando il perno, la slitta della doppia Purdey. Nella faccia vediamo i fori dei tre percussori e nella mortisa centrale il chiavistello tondo della 3^ Greener.

Da sottolineare la robustezza dell’insieme e le misure contenute, poco discoste da quelle di una classica doppietta anche se in questa bascula trovano posto tre canne, con le due calibro 12/70 e quella a palla camerata per il 7x65R. I responsi in millimetri danno 47 di lunghezza alla tavola, 37 di larghezza ridotti a 35 alla cerniera, spessori pari a 30 e 28 ripresi fra dorso e tavola al punto di connessione con la faccia. Eccellenti materiali di base e trattamenti termochimici superlativi conferiscono al pezzo la durezza superficiale e la tenacità in grado di reggere gli sforzi imposti soprattutto dal calibro a palla.


Testa di bascula spianata per non sottrarre materiale resistente, spacco per la terza chiusura, sede della chiave fissata con una vite a spacco fine: presenta il corpo robusto di sezione convessa e il pulsante reca un marcato zigrino. Nel corpo posteriore, prima della rastremazione verso la codetta, sporgono i tre pioli di avviso di batterie armate

Il gruppo canne

Insieme alla bascula il fascio di canne racchiude la magia del drilling: oggi esistono apparecchi elettronici che aiutano a controllare la posizione dei tre tubi prima della saldatura, ma all’epoca in cui è stato allestito questo pezzo, gennaio del 1980, si andava a occhio, capacità di giudizio, maestria manuale spinta a gradi assai elevati. Le due rosate a pallini devono convergere alla distanza prefissa, solitamente i 35 m caratteristici per la munizione spezzata, poi quella rigata farà storia a sé nella taratura con l’ottica pur se abbiamo sempre verificato una adeguata rispondenza a 100 m con le mire metalliche. Proprio dal massello della canna a palla si ottengono i due tenoni e dallo spessore modellato dei fianchi delle canne lisce si ricavano i semipiani; il prolungamento della 3^ Greener è ricavato dalla porzione apicale della bindella superiore. Unico punto con soluzione di continuità è quest’ultimo dove tuttavia l’ampiezza delle superfici unite con saldatura a lega d’argento, quindi a bassa temperatura, è garante di massima tenuta senza interferire con la struttura molecolare dell’acciaio. Naturalmente sono presenti le due bindelline inferiori che concorrono a fermare l’insieme e, in volata, i triangoli sagomati per occludere i vuoti. Oltre alle basi saldate con attacco a incastro dell’ottica, è presente la tacca di mira con visuale a U, sollevabile automaticamente quando si selezioni lo sparo con la canna a palla, e il mirino a grano qui con una vistosa pennellata di bianco voluta dal precedente proprietario.

L’esame del fucile

La proposta dell’armeria Luxor di Borgaro T.se (TO) è stata estremamente corretta. Il fucile ha sparato ben pochi colpi com’è logico per un drilling usato a caccia e non per divertimento in poligono o in pedana: lo si nota dallo stato delle canne, virtualmente nuove. La manutenzione per contro si è rivelata un po’ carente e l’aspetto esterno si mostrava opaco: già la finitura tartarugata della bascula concorre a creare quest’immagine a cui hanno dato man forte le superfici brunite, soprattutto delle canne, velate da una leggera patina di ossido. Alcune considerazioni: questo aspetto ha consigliato al venditore, il Sig. Dario Bolognesi, di mantenere una quotazione invitante per far superare al probabile cliente la naturale e ovvia incertezza di fronte a un pezzo simile. Lasciando da parte l’esterno si è valutata la parte meccanica perfettamente in ordine; quanto alla finitura tartarugata è un’assicurazione contro gli attacchi degli agenti esterni e anche le bruniture realizzate alla Merkel resistono bene a tali fattori. In definitiva un prodotto apposito, buona volontà e olio di gomito hanno reso l’aspetto decoroso che questo fucile possiede e deve esibire. Manca ancora, al momento degli scatti fotografici, un intervento sostanzioso all’interno delle canne lisce: in volata le strisciate dello sciame di pallini o di qualche palla singola sono ancora rimaste ben visibili. Anche qui i prodotti appositi non mancano.

I legni in noce europea sono scelti con un occhio attento alla funzione e al costo, quindi venature poco appariscenti, ma decisa compattezza di fibre in asse con la forza del rinculo; superfici ben polite, imprimitura ridotta e verniciatura semiopaca conferiscono una veste seria e dignitosa come il fucile merita. Le due parti sono anch’esse caratterizzanti con masse di una certa importanza. Il calcio presenta l’impugnatura a pistola allungata con la coccia in corno, nasello elevato con sgusci laterali profondi, appoggia guancia arrotondato e profilo superiore a dorso di cinghiale, calciolo in gomma nera. L’asta deve contenere la canna rigata quindi mostra una sezione prismatica nel punto dove sporge il testacroce terminando, con leggera rastremazione, nell’apice arrotondato. Lo zigrino è a passo medio, con le cuspidi molto rilevate per garantire in ogni situazione una presa molto salda. Le due magliette porta cinghia del tipo a perno riportato sono fissate al becco del calcio con vite a legno e alla canna inferiore con una base saldata.

Da ultimo evidenziamo l’ottica, molto appropriata alla tipologia dell’arma e quindi in contrasto con la moda odierna degli ingrandimenti apparentati con quelli da tiro e lente dell’obiettivo da 56 mm: qui tutto deve armonizzarsi entro misure contenute e lo Swarovski Habicht 4 con misure 4×32 e reticolo 4A consente, senza alcuna carenza, di cacciare le prede di elezione del fucile alle distanze consone di un tiro venatorio. In chiusura ritorniamo alle considerazioni proposte in avvio: la perfida situazione odierna ha, come sempre accade, anche qualche risvolto positivo. Per molti si è concluso il ciclo venatorio e si vendono gli elementi che si pensa di non utilizzare più. E’ quindi il momento, per chi invece ha spirito collezionistico e ama soluzioni così particolari come i fucili misti, di farsi avanti cercando il pezzo che più si confà al proprio spirito e alla propria tasca: i prodotti creati dalla genialità e fatti, sì proprio fatti dalle mani degli armaioli avranno sempre un mercato e un posto privilegiato nel cuore degli appassionati competenti.

Merkel Drilling Scheda tecnica

Costruttore: Suhler Jagd und Sportwaffen GmbH, Schützenstrasse 26, D – 98527 Suhl (Germania) – tel. +49.36818540  –  fax +493681854201 –  www.merkel-die-jagd.de

Importatore: Bignami spa, via Lahn 1, 39040 Ora (BZ) – tel. 0471/803000 – fax. 0471/810899 – www.bignami.it

Modello: drilling

Tipo: fucile misto con due canne lisce e una rigata

Tenute e chiusure: perno di bascula riportato – due tenoni integrali con la canna a palla – duplice Purdey e terza Greener con tassello tondo mossi dalla chiave

Funzionamento: basculaggio delle canne

Percussione: batterie Blitz armate dal basculaggio delle canne

Estrattore: in pezzo unico per le canne lisce e quella a palla

Canne: in acciaio al carbonio – lunghezza 65 cm – strozzature di 5 e 10/10

Scatti: diretto con due grilletti per canne lisce, primo grilletto per canna a palla con selettore – schneller alla francese

Sicura: a tasto laterale tipo Greener – interviene sulle tavole di scatto

Mire: tacca di mira a U con sollevamento automatico – mirino a grano con visuale tonda in ottone

Calciatura: in due parti ricavata da noce europeo finito a olio con zigrinatura medio fine, calciolo in gomma nera – magliette fisse

Calibri: 12/70 – 12/70 e 7x65R (altri in alternativa)

Materiali: acciaio Böhler con diverse specifiche – legno di noce

Lunghezza: 107 cm

Peso: 3.550 g circa senza ottica

Finiture: bascula con leggere incisioni a volute e bordini finita con tartarugatura – canne brunite

Ottica: Swarovski Habicht 4 – 4×32 con reticolo 4A montato con attacchi a incastro saldati

armi usate fucili da caccia usati
fucili da caccia usati

Il fucile con le canne basculate: in tale posizione o, più ancora, mantenendole chiuse e togliendo l’astina si imprimono movimenti secchi mantenendo il fucile con le due mani sull’impugnatura. Non si è apprezzato il pur minimo gioco
merkel drilling
ottica swarovsky
armi usate

La coccia in corno nero è fissata da una vite con spacco orientato e le usuali minuscole incisioni di abbellimento
fucili da caccia usati
Lo svincolo dell’asta con il sistema Aoget è da sempre appannaggio di molti costruttori tedeschi: curato il profilo su cui appoggia il dito per lo sgancio. Molto marcato lo zigrino a cuspidi rilevate: con pioggia, neve, fango e gelo la mano trova sempre una salda presa
carabine usate

Interno dell’asta con il testacroce di ridotte dimensioni non essendoci meccanismi di eiezione automatica. Anche qui il gradito vezzo di orientare lo spacco delle viti è ben visibile. Solitamente è un indizio di assenza di interventi
armi usate

(vista intera) – Questo drilling di Merkel non ha l’eleganza di una doppietta inglese, ma una sua forte e rassicurante personalità

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