Ottica fucile-Leupold VX5 HD 3-15×56

L’esame di questo eccellente cannocchiale da mira è avvenuto abbinato a una carabina Remington Mod. 700 SPS camerata per la cartuccia .243 Win. e l’unione dei due elementi ha rafforzato il concetto di risparmiare magari sul fucile, mai sull’ottica

di Emanuele Tabasso

Sempre grazie alla cortesia della ditta Paganini di Torino, distributrice della Leupold, abbiamo potuto effettuare alcune prove di un’ottica che la Casa statunitense ha progettato con un occhio, anzi due, al mercato europeo, diremmo proprio italiano viste alcune caratteristiche. Il montaggio del cannocchiale su una carabina Remington Mod. 700 SPS in calibro .243 Win. ha mostrato ancora una volta come nel panorama delle canne lunghe rigate siano disponibili esempi di realizzazioni di ottima resa balistica e a costo decisamente abbordabile così da poter spendere il giusto, che non è mai poco, per un’ottica di livello elevato, quelle che in ogni situazione assicurano la resa migliore, sia come impianto di lenti che come rispondenza meccanica. Osserviamo dunque questa VX5 HD 3-15×56 offerta nella classica scatola in cartone robusto, fondo nero e scritte in oro che spiccano dovunque le si ponga.

Il fattore di ingrandimento  

Il numero della sigla VX5 indica il fattore di ingrandimento, quindi il massimo è frutto del minimo moltiplicato 5 così 3x e 15x risultano gli estremi di utilizzo: diremmo già un notevole vantaggio per un impiego in braccata o per la cerca con il valore più basso con cui si gode di un ampio campo visivo mentre il livello superiore assicura estrema accuratezza di puntamento nei tiri lunghi. Le lenti HD, quindi ad alta definizione, l’obiettivo da 56 mm, il tubo da 30 mm, concorrono a garantire il meglio per affrontare i tiri nelle peggiori condizioni di luce, quelle in cui solitamente si mostrano gli ungulati crepuscolari come il cervo e il capriolo, senza escludere il cinghiale che qualche volta non guarda l’orologio e si mostra quando meglio crede. Questa misura di una certa imponenza per la lente frontale va scelta proprio per le finalità venatorie cui abbiamo appena accennato: le dimensioni generali comunque sono compatte e il peso limitato. L’ottica è quindi da considerare polivalente e tutte le caratteristiche convergono su tale finalità. Le regolazioni vengono eseguite con i soliti, funzionali sistemi: l’anello gommato dell’oculare apporta le correzioni diottriche secondo la vista dell’utilizzatore, la ghiera corrugata poco più avanti imposta il valore degli ingrandimenti e la si muove con la giusta frizione.

Le torrette

Dal tubo in pezzo unico sono ricavate le sedi per le tre torrette di regolazione: sempre in omaggio al sistema europeo gli scatti valgono 1 cm a 100 metri, non una finezza da tiratori di poligono, ma una pratica e valida soluzione per i cacciatori usi a ragionare in termini metrici e non in frazioni di pollice. Leupold ci ha abituati non solo alla perfetta rispondenza  dello spostamento del punto battuto in rapporto ai click, ma ugualmente alla percepibile e distinta sonorità di ogni passo imposto alla torretta. Se il tamburo laterale destro corregge normalmente la deriva, la torretta superiore offre un qualcosa in più con la determinazione del punto zero: tarata la mira si agisce su tre minuscole brugole poste nella corona circolare impostando il valore zero. Conoscendo la traiettoria della propria palla e con un poco di sperimentazione sul campo si determinerà il valore di elevazione relativo ai riferimenti, le righe verticali ben visibili: per impostare l’alzo si preme il tasto in metallo chiaro con la sicurezza che, alla bisogna, si tornerà sempre al punto di partenza dove, per tranquillità, il tasto scatta bloccando nuovamente tutto.

Le prove in poligono

In due sessioni differenti abbiamo potuto sperimentare la rispondenza con sole pieno e con cielo molto nuvoloso: soprattutto in questo secondo caso la resa delle lenti si manifesta appieno e il reticolo fine, non un cross hair, posto sul secondo piano d’immagine si segnala per la sua praticità di impiego. I risultati raggiunti a 100 e 200 m con l’abbinamento al fucile Remington e alla cartuccia .243 Win. confermano l’ampio ventaglio di utilizzo che, leggi permettendo, vanno qui da noi dalla marmotta al camoscio.

Didascalie Leupold VX5

001 – La compattezza dello strumento si evidenzia ancor di più quand’è montato sulla carabina

002 – Il caratteristico anello dorato con le specifiche del modello qualifica le serie di maggior pregio della Casa statunitense

003 – Il tamburo della torretta verticale con i riferimenti a linee e numeri per la predeterminazione dell’alzo: il click vale 1 cm a 100 metri. Molto affidabili gli anelli Leupold montati in quest’occasione

004 – Il tastino posteriore sporgente dal tamburo va sbloccato per ogni spostamento a salire: si riblocca automaticamente quando si riporta tutto al punto zero

005 – La ghiera zigrinata e con sporgenza di presa per l’impostazione degli ingrandimenti

006 – L’anello dell’oculare con cui si determina la correzione diottrica (-2 e +2) in base alla vista dell’utilizzatore

007 – La torretta laterale destra per la correzione in deriva: anche qui è riportato il valore dello scatto in 1 cm a 100 metri

008 – Nella torretta sinistra è ricavata la sede per la batteria: si attiva così il punto luminoso centrale

009 – La ghiera più interna della torretta sinistra regola, con riferimenti distanziometrici, il valore della parallasse

010 – L’interno della torretta sinistra con i contatti della batteria

011 – Insieme alla scatola di imballaggio sono forniti i due coprilenti collegati fra loro da elastici

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