Sovrapposto – Yildiz Pro: dalla Turchia per la pedana

di Emanuele Tabasso

La Casa di Burdur ha realizzato un sovrapposto di ispirazione Boss dedicato alla pedana che viene importato dalla Paganini di Torino

Il Sovrapposto

La Yildiz di Burdur in Turchia è una realtà armiera che negli ultimi anni ha conquistato una consistente fetta del mercato grazie ad alcune prerogative fra cui inseriamo un affinamento del prodotto e la sua diversificazione, sondando un po’ tutto il comparto delle canne lisce dai classici con destinazione venatoria in tutti i calibri oggi in voga, ai fucili da pedana che rappresentano un fetta cospicua del mercato. Il costo del lavoro tuttora molto contenuto e i massicci investimenti per razionalizzare sempre più la produzione permettono usualmente quotazioni di vendita assai favorevoli, ma questo modello impostato sul basi diverse dal solito non gode di tale prerogativa. La distribuzione in Italia è affidata alla ditta Paganini di Torino, nota a tutti gli appassionati e agli operatori di settore per serietà e competenza. Proprio dall’importatore abbiamo avuto qualche tempo addietro un sovrapposto di impostazione peculiare per l’impiego tiravolistico, in particolare per il comparto Sporting che simula con briosa aderenza il tiro di caccia. La denominazione Pro data a questo modello di sovrapposto, è significativa: con tale spirito ci siamo mossi e, in tempi di libertà, ci siamo dedicati all’esame di questo interessante sovrapposto eseguendo alcune serie nel TAV (tiro a volo) di Settimo T.se dove siano stati ospiti del titolare, il gentile Sig. Ivan Scena che ancora ringraziamo per la disponibilità.

Impostazione tecnica

Partiamo con le canne che, come sentenziato dal sommo W.W. Greener, fra le oltre cinquanta parti che compongono un fucile a canne lisce sono la più importante. I tubi in acciaio al carbonio risultano macchinati con cura: qualche leggero segno di utensile nelle camere di cartuccia non inficia minimamente il buon lavoro e il controllo su retta d’ombra assicura sulla corretta raddrizzatura e sulla concentricità dell’anima di cui non viene punzonato il diametro di foratura, ma solo il calibro 12/76. In volata sono praticate le filettature per i cinque strozzatori intercambiabili, facilmente sostituibili con la chiave apposita. La bindella sopraelevata e ombreggiata presenta ponticelli ribassati con alternanza di inclinazione; in volata spicca il mirino in plastica traslucida rossa, ben visibile in ogni condizione di tiro. La lunghezza è limitata a 660 mm, fatto non proprio consueto per un fucile da pedana, pur se oggi alcuni tiratori di Sporting trovano favorevole tale misura per la maneggevolezza che ne consegue.

Approfondiamo meglio

La giunzione delle canne avviene con il sistema del monobloc di culatta da cui si ricavano le apposite sedi insieme ai particolari di tenute e chiusure, complementari con quelli della bascula. Il complesso ricorda il Boss pur se dall’originale si è scesi un poco di tono per sveltire e semplificare le lavorazioni. Osserviamo le due coppie di tenoni ricavate dai fianchi: nella prima risaltano gli incavi dei due orecchioni mentre nella seconda gli appoggi per il tassello di chiusura, posti a livello della mezzeria della canna inferiore. Il contrasto è dato dai semiperni avvitati e dalle spallature ricavate entro i fianchi di bascula: il giro di compasso è solo accennato e i rilievi mostrano un’entità piuttosto ridotta così come la superficie di contatto con i tenoni posteriori. Dalla faccia sporge il tassello, comandato dalla chiave, che impegna gli appoggi già evidenziati poco sopra. La spinta in avanti del gruppo canne viene quindi contrastata dal contatto fra la superficie anteriore dei tenoni posteriori e le spallature interne, sgravando i semiperni a loro volta provvisti di robusti contrasti a trapezio, sempre ricavati dalla bascula; la rotazione è impedita dal tassello a U di cui è particolare la sezione con la parte inferiore piatta, per l’appoggio sui risalti, mentre quella superiore è tonda insistendo entro la sede praticata nella faccia di bascula. La disposizione dell’impianto vede i semiperni e le mortise più bassi del punto codificato dal Boss dove lucrerebbero un miglior braccio di leva: è un rilievo formale perché anche così la durata operativa del fucile non sarà certo messa in discussione.

Batterie, scatti, espulsori

Sul fondo della bascula scorre il puntone di armamento della batteria posta nel sottoguardia: pratico il monogrillo meccanico dalla giusta arcuatura per posizionare correttamente il dito e un poco elevato il peso del primo scatto, 2035 g con 1743 g per il secondo, entrambi di piacevole e costante funzionamento. Assenza di problemi anche per gli eiettori automatici: dal duplice giro di cerniera della bascula sporgono le bacchettine per lo svincolo dei martelletti, posti nel testacroce dell’asta, da cui parte l’impulso agli eiettori montati a fianco del monobloc.

Le linee di bascula e la calciatura

Un cenno all’estetica della bascula è doveroso considerando come i doppi seni e le profonde scalfature, caratteristici dei sovrapposti in odore di Boss, creino un certo fascino catturando l’attenzione dell’osservatore: queste masse si rimarcano pure nella testa dov’è posta la chiave dal corpo ben profilato, pulsante di linea allungata e tondeggiante con zigrino fine. La codetta sottostante manca di rastremazione risultando un po’ banale; normale il pulsante della sicura che funge da selettore di sparo e da comodo sistema di disarmo delle batterie. Senza velleità di personalismi i fianchi spianati dove un contenutissimo ispessimento sottolinea la tavola raccordandosi, con un arco tondo, ai nastri lisci del dorso.

Le due parti che compongono la calciatura mostrano un legno dalle belle venature, purtroppo oscurate da un’imprimitura di fondo o, forse, dall’applicazione di quella pellicola oggi in voga che dovrebbe rappresentare un abbellimento. Di sicuro l’insieme rende un aspetto molto severo e professionale, come sta a indicare l’appellativo “Pro” di questo modello. Le linee risultano gradevoli e funzionali come sperimentato in pedana e nei tiri a fermo per saggiare la concentrazione dei pallini nelle rosate.

Qualche colpo di prova

Al TAV di Settimo T.se abbiamo affidato il fucile sovrapposto all’amico Fabio ben più svelto di noi alla fossa universale: ha impiegato strozzatori *** e * con cartucce Fiocchi con 28 g di Pb del 7 ½ ottenendo pregevoli risultati anche su seconde canne piuttosto lunghe. Positivo il responso e lo confermiamo dopo aver osservato le rotture dei piattelli. Il fucile fa bilancia poco dietro al punto di rotazione delle canne e viene lesto al brandeggio mentre la stabilità sul colpo è ben controllata dai 3.470 g e dalla distribuzione delle masse. Simulando il tiro venatorio sui 25 m abbiamo mantenuto gli stessi strozzatori usando però cartucce fornite dalla Paganini: le Eley Gran Prix Maximum con 32 g di pallini n. 8 e poi le Remington Express XLR Extra Long Range con 36 g di Pb del 5. Le rosate di prima e seconda canna danno conto delle reali possibilità di tali abbinamenti con le Eley adattissime a questa metratura e le Remington, specifiche per i tiri a distanze ben superiori, danno ovviamente rosate molto concentrate.

Conclusioni

A compendio possiamo dare un giudizio balisticamente favorevole, esteticamente buono così come per l’impianto tecnico: ci stupisce la quotazione, oggi intorno ai 3.300,00 € che deve confrontarsi con affermati prodotti nazionali.

Il sovrapposto Yildiz Pro – Scheda tecnica

Costruttore: Yildiz Silah Sanai ve Tic. Ltd. Sti. – 15100 Burdur – Turchia

Importatore: Paganini Torino – www.paganini.it

Modello: Pro

Tipo: fucile a due canne ad anima liscia basculanti sovrapposte

Calibro: 12/76

Bascula: in  acciaio ricavata da lavorazione all’utensile con macchine CNC – finitura nichelata

Canne: in acciaio al carbonio

Strozzatori: 5

Batteria: montata sul sottoguardia

Eiettori: automatici selettivi con aste lunghe e molle inserite nel monobloc di culatta

Funzionamento: monta delle batterie con basculaggio delle canne

Scatto e sicura: scatto con monogrillo meccanico  – tasto della sicura sulla codetta di bascula con selettore di sparo

Mira: bindella ventilata da 7 mm saldata alla sottobindella con ponticelli a inclinazione alternata, mirino LPA in plastica rossa

Calciatura: calcio ergonomico in noce – impugnatura a pistola – calciolo in gomma – astina arrotondata – sgancio con leva tipo Aoget – zigrino a laser

Finiture: brunitura per canne e nichelatura delle altre parti metalliche

Lunghezza totale: 1090 mm

Peso: 3.470 g circa

Prezzo informativo: 3300,00 € (iva compresa)

Accessori: 5 strozzatoricon chiave di smontaggio – valigetta in ABS

Didascalie

001 – (apertura)

002 – La linea della parte centrale del fucile è senz’altro gradevole pur con dimensioni considerevoli, adeguate alla finalità del tiro di pedana

003 – Particolare della bascula del sovrapposto con i doppi seni evidenziati dalle scalfature praticate nella testa da cui parte il sottile rinforzo laterale

004 – Nella testa di bascula foggiata a Y viene inserito il perno integrale con la chiave: sull’occhio sono riportate le diciture e il marchio aziendali

005 – Nella codetta è inserito il tasto a slitta che funge da sicura, commutatore di sparo e scarica batteria

006 – La linea della chiave del sovrapposto risulta gradevole ed elegante anche se ci pare molto marcato il restringimento fra corpo e occhio

008 – Nel dorso di bascula sono evidenti i nastri originati dai rinforzi laterali e l’incasso del prolungamento anteriore del ponticello: in questo particolare sono a loro volta inseriti il grilletto e il rebbio della guardia

009 – Accurato il disegno dell’ovale della guardia e funzionale la curvatura del grilletto grazie a cui il dito si posiziona sempre nella stessa maniera

010 – Il complesso del sistema Aoget per lo svincolo dell’astina

011 – L’asta presenta una sezione prismatica con spigoli marcatamente arrotondati che favoriscono una presa corretta e stabile

012 – Le scritte rullate senza sbavature riportano i dati aziendali, la sede operativa, il modello e il calibro del fucile

013 – Notevole la dimensione del calcio con l’impugnatura a pistola molto scampanata, nasello elevato con profondi sgusci laterali, dorso arrotondato e spesso per un confortevole appoggio della guancia

014 – Il vivo di volata con gli strozzatori intercambiabili e il mirino in plastica rossa posto sulla bindella

015 – Il vivo di culatta delle canne con gli ispessimenti laterali del monobloc che formano i semipiani sotto a cui scorrono i gambi egli estrattori

016 – I tenoni laterali: nel primo è ricavato l’orecchione in cui ruota il semiperno, nel secondo la mortisa a scalino per il tassello di chiusura . All’apice del gambo dell’eiettore si trova il dente di sgancio comandato dal martelletto posto nel testacroce

017 – Sulla parte inferiore del monobloc sono impressi i punzoni del BNP del sovrapposto i questione

018 – Interno bascula: da sx i fori dei percussori, il nottolino per la rimessa al centro della chiave, gli scassi di uscita del tassello a U, sul fondo il puntone di armamento della batteria e, sul fianco a vista, uno dei rilievi di contrasto dei tenoni e il semiperno

019 – Le canne in culatta si presentano separate per circa venti cm poi unite da una bindella sagomata a doppia concavità; la bindella superiore piana è unita alla sottobindella con ponticelli a barrette inclinate

020 – L’interno dell’astina con il testacroce in cui spicca il dente di aggancio alle canne

021 – Nella croce si notano i denti di sgancio dei martelletti che azionano gli eiettori; nel giro di cerniera le due brugole di fissaggio al legno e, al centro il puntone di armamento: il profilo arrotondato dà una maggiore scorrevolezza nel moto volvente

022 – Il sovrapposto Yildiz Pro

023 – Rosata di prima canna con strozzatore 3 stelle e bersaglio posto a 25 metri impiegando le cartucce Eley Gran Prix Maximum con 32 g di pallini n. 8

024 – Stesse condizioni di cui sopra sparando di seconda canna con strozzatore 1 stella

025 – Nuovamente la prima canna con identiche condizioni e strozzatore 3 stelle, ma con cartucce Remington Express XLR Extra Long Range con 36 g di Pb del 5

26 – Come sopra, ma impiegando la seconda canna con strozzatore 1 stella

27 – Fabio in pedana alle prese con i piattelli della fossa universale   

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