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Sovrapposto Defourny: riparazione di un acciarino

I fucili di Joseph Defourny vengono realizzati in tempi di innovazioni stilistiche e tecniche e il sovrapposto in particolare si distingue per l’impianto di bascula e per la forma decisamente inconsueta dell’astina

di Emanuele Tabasso

Vederci affidare tra tante armi usate dal caro amico Alberto un sovrapposto di Defourny è stato un passo che ci ha strabiliati: una diecina di anni addietro avevamo recensito, grazie all’Armeria Berrone di Alessandria, un analogo fucile accattivante nelle forme determinate dalla scelta della cameratura nel calibro 20/70. Il calibro 12/70 di cui parliamo oggi è molto bello e ben conservato specie dopo il rimontaggio delle canne: quasi certamente le originali sono state intaccate da un uso intenso e una cura nella pulizia non proprio all’altezza della situazione. Gli inneschi corrosivi talvolta ancora in uso dopo la II GM avranno fatto il resto, anzi diremmo che questa potrebbe rivelarsi la causa primaria del deperimento delle canne: ottima a tal punto la decisione di reimpiantarne un paio di nuove affidando l’opera ad una delle migliori firme di Gardone Valtrompia, la Fratelli Piotti che ha eseguito l’opera come ci si attende da una Casa che ha fatto del lavoro preciso e raffinato la sua linea guida.

Con un’aria un po’ triste e malinconica l’amico ci sporge anche un minuscolo sacchettino di plastica dove stanno a confricarsi dei particolari metallici: pare che, purtroppo, nell’ultimo tempo d’uso si sia rotta una molla… ma l’incertezza regna su quale possa essere fra le diverse che compongono questa raffinata meccanica: sarà di uno degli acciarini o degli eiettori automatici? Comunque sia va senz’altro sostituita. Un appuntamento, poca strada e arriviamo a Carmagnola (TO) da Maurizio Battaglino, l’azienda va sotto al nome di Little Boy ed è super specializzata nelle carabine da competizione per il tiro a lunga distanza. Non è propriamente il settore che interessa al momento, ma con la consueta cortesia Maurizio si fa carico di trovare uno specialista di Gardone a cui girerà il lavoro. Non approfondiamo le nostre conoscenze in merito al particolare rotto: visto poi che la spesa non sarà elevata il consiglio che ci viene proposto è di cambiare entrambe le molle: sicuramente l’acciarino destro che serve la prima canna avrà lavorato ben di più del sinistro, ma le molle a V sono dei particolari delicati, irritabili e suscettibili cui anche solo lo stare in tensione quando si ripone il fucile montato e con gli acciarini di sparo scaricati può arrecare fastidio. Vada allora per la doppia sostituzione e così ci separiamo da questo inusuale e raffinato sovrapposto per il tempo occorrente alla riparazione.

Il rientro e un paio di prove

Non trascorrono molte settimane e il pregevole Defourny rientra da Battaglino: alla riconsegna approfittiamo per scattare alcune immagini, così per documentare visivamente i pezzi interni insieme alla particolarità delle cartelle laterali con l’acciarino montato e il pregevole lavoro di incassatura. Tralasciamo bellamente di definire tecnicamente di che sostituzione si sia trattato più che appagati dal lavoro, che non ha lasciato il benché minimo  segno sul fucile, e dalla richiesta economica che definire amichevole è ancora riduttivo. Insomma oggi al momento di descrivere questa vicenda compariamo le molle restituite (una è effettivamente rotta ad un apice) e siamo certi che sui due acciarini per l’innesco delle cartucce siano ancora montate le molle originali: impossibile confondere la dimensione della molla che aziona il cane con una di quelle rese nel pauperistico sacchettino di plastica. Propendiamo per assegnare il particolare al meccanismo dell’eiettore automatico per dimensioni della molla (una è integra) e profilo che comanda l’azione del martelletto sul gambo dell’espulsore. Tornando alla Defourny la Casa belga si è sempre distinta per lavori di classe elevata su impostazioni tecniche e stilistiche del tutto peculiari: lasciamo alle immagini di documentare il disegno della bascula, davvero un qualcosa di molto particolare che denota un gusto e un’immaginazione fuori dagli schemi usuali. Non ci dilunghiamo nella descrizione fornendo solo un dato: la bascula  si avvale della 3^ chiusura superiore, il raddoppio di una Purdey del 2° tipo, che nel panorama dei sovrapposti moderni offre la maggior distanza, e quindi il maggior braccio di leva, fra il perno delle canne e le mensole con il loro traversino di fermo. Di sicuro una garanzia di robustezza e di lunga durata per le chiusure. Viene finalmente l’occasione per una prova sul campo che deve essere su selvaggina: la tradizionale Cacciata di S. Uberto del nostro sodalizio agli inizi di novembre. Premettiamo che nel corso dell’anno sono tre i nostri incontri venatori con le canne lisce e d’abitudine li affrontiamo con uno specifico fucile: decidiamo di lasciare a casa un solido e prestante Beretta SO2 con cui abbiamo ottima dimestichezza e togliamo dalla rastrelliera il raffinato Defourny. Provando la messa in mira pare che tutto sia perfettamente adeguato, in particolare la lunghezza del calcio che a noi conviene sia piuttosto limitata. Alla prima ferma del cane Alberto e Mario, nostro figlio, curiosi di verificare quel che ci apprestiamo a combinare alla prima uscita, si scostano per lasciarci padroni del campo: non siamo superstiziosi se non per quel poco che dà il sale alle cose e alle situazioni, ma sicuramente il primo colpo sarà significativo nella simbiosi con questo fucile. Così quando si alza un bel maschio di fagiano e di prima canna lo mettiamo giù la tensione si affievolisce e la gioia è piena. Il pomeriggio prosegue e ci si alterna a seguire il lavoro dell’ausiliare: da parte nostra restiamo molto ben impressionati da altre tre prime canne segno evidente che le rosate conseguenti all’opera dei Piotti sono all’altezza della fama e concedono belle soddisfazioni.

Parimenti in un’analoga situazione, questa volta non più con il sole, ma con una pioggia novembrina fitta e insistente, riportiamo il Defourny a prender una boccata d’aria e ancora abbiamo i piacere di una fagiana ben fermata e poi due starne su traversoni già a una certa distanza. L’appagamento è pieno, solo osservare il bel sovrapposto sotto l’acqua fastidia l’animo del collezionista. Prima di riporre il fucile nel fodero diamo già una prima passata con lo straccio apposito e giunti a casa terminiamo l’opera: nei giorni seguenti qualche sguardo attento mostra come gli acciai non abbiamo manifestato problemi e nemmeno i bei legni.

Un grazie a:

Maurizio Battaglino – armeria Little Boy – via del Bruccio – Carmagnola

Paolo Silvano – armeria Berrone – Alessandria –

Dida

001 – Il sovrapposto Defourny con la sua linea elegante e inconfondibile contornato dalle molle sostituite e da alcune cartucce d’altri tempi

002 – Un primo piano delle due molle

003 – Le linee particolari del sovrapposto sono messe in evidenza dalla tempera jaspée eseguita con superba maestria. Nelle parti interne si nota lo scasso nel fianco di bascula per l’acciarino del tipo a piastra e molla avanti, e a seguire il raffinato lavoro nel legno. Superiormente si nota la testa del percussore della seconda canna (quella superiore)

004 – Discorso analogo per la sede dell’acciarino destro con la testa del percussore più in basso per servire la canna inferiore

005 – Anche il dente per l’arretramento della slitta, sporgente dal dorso di bascula, ha una sua forma bella e inconsueta. Le incisioni con l’ombreggiatura rientrano fra le eleganti e apprezzate peculiarità dell’archibugeria belga

006 – L’acciarino destro sulla sua piastra smontato dalla propria sede: nei sovrapposti diviene oggettivamente difficile adottare le molle lunghe per intuibili motivi di spazio. Qui l’adozione dell’impianto a piastra e molla avanti media le esigenze senza intaccare la tavola di bascula per sua struttura assai resistente

007 – Nonostante l’altezza imposta dal disegno della bascula la linea della cartella risulta raffinata e gradevole

008 – Acciarino destro: la briglia mantiene in assetto la doppia stanghetta di sicurezza e il cane che è collegato alla molla con la catenella